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Il Borghese

Torino (di notte) non è una città per ragazzi. Ecco perché

La tragedia di Davide e l'angoscia delle famiglie, tra metro chiusa, maranza e sciacalli

Torino (di notte) non è una città per ragazzi. Ecco perché

Davide Borgione stava tornando da una festa, quando ha trovato la morte, nella notte di Torino. Stava tornando in sella a una bici elettrica, come molti suoi coetanei che escono la sera: dopo una certa ora, o la bici elettrica o il monopattino a noleggio. Perché di notte la metropolitana è chiusa.

Il venerdì e il sabato, si spinge fino all’una di notte: non da scandalizzarsi, se a Milano (e Londra) chiude per esempio mezz’ora prima, se non fosse che nel resto della settimana chiude alle 21.30. Tram e bus, meglio non parlarne: ci sono i night-buster, che passano ogni ora e seguono diverse linee. Ma, di notte, ve la vedete, per esempio, una ragazza sola, o anche un ragazzo, lì sopra?

Mi dicono amici con figli che il loro incubo è questo: che non sempre possono andare a riprendere i propri figli in auto, ché loro per primi vogliono essere indipendenti, giustamente. La curiosità, tra l’altro, è che a differenza della nostra generazione, a loro non sembra interessare prendere la patente o avere un’auto. Dipendono dai mezzi pubblici o da quelli in sharing. Troppo cari i taxi, dicono alcuni. Una mia amica mi ha raccontato di essere andata, una notte, a recuperare suo figlio in un locale e c’erano dei suoi amici in difficoltà su come tornare a casa: ne ha caricati in auto sei - non so come, e sfidando il Codice della Strada -, che doveva fare? «Certo non li lasciavo in mezzo alla strada».

Ragazzi soli, su mezzi pericolosi, in una città dove la movida moribonda di questi ultimi tempi è popolata di maranza, lame facili e sciacalli a due gambe (e quattro ruote) come quelli che hanno derubato Davide, mentre era a terra agonizzante. E tante famiglie che aspettano insonni il rumore della chiave nella toppa, sperando che invece non sia il telefono a squillare.

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