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Il Borghese
27 Marzo 2026 - 05:50
Le aree verdi diventano rosse. Sì, nel nuovo elenco di zone rosse decise dalla Prefettura ci sono anche giardini torinesi: i giardini Alimonda, i Sambuy, Madre Teresa di Calcutta, Schiapparelli, Battistini, Luigi Maiocco. E possiamo dire, almeno noi, sai che novità... Lo abbiamo scritto e lo scriviamo continuamente di quel che accade in quelle aree: spaccio, clochard, beoni, maranza, violenze assortite. E quella che può sembrare una risposta decisa è in realtà una ammissione di sconfitta: da parte di chi presiede alla sicurezza ma soprattutto delle varie amministrazioni comunali.
La definizione di zona rossa significa - la Prefettura nei suoi comunicati lo sottolinea bene - che di fatto le forze di polizia possono allontanare «persone che tengono comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, denunciate negli ultimi cinque anni per gravi reati contro la persona e il patrimonio, per stupefacenti o per utilizzo improprio di armi o di strumenti di offesa». Questo per 48 ore. Poi sta al questore disporre una sorta di Daspo della durata di un anno.
Ingenuamente potrei pensare che con quella lista di comportamenti là sopra ce ne sarebbe abbastanza per un fermo di polizia, che duri anche solo una notte nelle camere di sicurezza in Questura... Altro che allontanamento.
Chi davvero è allontanato da quelle aree è il cittadino: i bambini cui quelle aree sono dedicate, gli abitanti del quartiere che hanno creduto - non troppo - alle dichiarazioni roboanti a ogni inaugurazione o ristrutturazione.
Dovere definire zone rosse, oggi, quelle che erano aree di “rinascita” è un fallimento clamoroso. Ma guai a dirlo chiaramente, in questa città...
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