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Il Borghese
08 Aprile 2026 - 05:50
Perché a Torino le strisce pedonali scompaiono, diventano semi-invisibili nonostante il Comune spenda almeno 1 milione di euro l’anno? E come è possibile che, con 63 milioni di euro incassati dalle multe, che andrebbero destinati in gran parte per la sicurezza stradale, la città sia una groviera, per tutte le varie buche nelle strade? Cosa c’è che non funziona nella macchina dei lavori pubblici, qual è l’intoppo che rende le nostre strade insicure e che obbliga Palazzo Civico a spendere 1,5 milioni di euro in risarcimenti?
Sono domande che ci poniamo dopo aver raccolto le segnalazioni dei cittadini, ma soprattutto dopo aver documentato, in una mattina comune, la situazione degli attraversamenti pedonali non in centro, ma nei quartieri periferici o comunque semi-centrali. Le “zebre”, a Torino, sembrano una specie in via di estinzione. Nonostante, come abbiamo detto, si spenda un milione l’anno per la segnaletica orizzontale: 300mila euro solo per la manutenzione ordinaria delle strisce pedonali, con altrettanti per le operazioni di ripristino “urgente”; poi 250 mila per gli stalli per i disabili. Grazie anche al sostegno della Fondazione Crt, per il progetto “Torino cambia”, sono stati destinati 32 milioni di euro nei prossimi anni.
Ma il grande punto è che le strisce ridipinte scoloriscono nel giro di poco: circa 6 mesi è la durata media di un attraversamento.
Succede quasi la stessa cosa con le buche: soprattutto quando occorre intervenire d’urgenza e quindi spesso ci si deve accontentare di una “toppa” bituminosa. Risultato? Centinaia di feriti ogni anno e 889 richieste di risarcimento in un anno, con 1,5 milioni di euro spesi in un triennio.
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