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In Italia c'è un paese che scompare e riappare: ecco il luogo che ha stregato Netflix

Dalle acque gelide riemergono i resti di un centro abitato sacrificato al progresso: un luogo sospeso nel tempo

In Italia c'è un paese che scompare e riappare: ecco il luogo che ha stregato Netflix

C'è un'immagine che è diventata l'icona dell'Alto Adige nel mondo: un campanile trecentesco che svetta solitario dalle acque gelide del Lago di Resia. Ma quella che oggi appare come una suggestiva attrazione turistica è, in realtà, la cicatrice di una ferita mai del tutto rimarginata.

La storia risale al 1950, quando il colosso Montedison, per far fronte alla crescente fame di energia dell'Italia del dopoguerra, decise di unificare i laghi di Curon e Resia. Nonostante le disperate proteste degli abitanti, 163 case e la chiesa vennero rase al suolo dalle mine. Solo il campanile resistette alle esplosioni il 23 luglio di quell'anno, diventando l'unica testimonianza muta di un mondo scomparso sotto 120 milioni di metri cubi d'acqua.

Oggi, grazie ai lavori di manutenzione di Alperia Greenpower, il livello del lago è stato abbassato, permettendo ai resti della vecchia Curon di riemergere dopo decenni di oblio. Un ritorno alla luce che ha ispirato non solo la celebre serie thriller di Netflix "Curon", ma anche il pluripremiato romanzo di Marco Balzano "Resto qui" e il documentario di Georg Lembergh, che dà voce agli sfollati e al loro dramma umano.

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