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Torino: ciclista travolto sulle strisce da una moto muore sul colpo, grave il centauro

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Stava rientrando a casa dopo aver trascorso il pomeriggio a faticare sui pedali, macinando chilometri in compagnia degli amici. La bicicletta è sempre stata la grande passione di Saturnino Bagarin, 80 anni, e la bicicletta gli è stata fatale. Ieri pomeriggio, poco prima delle 17, è sceso dalla bici per attraversare a piedi corso Vercelli all'altezza di via Belgioioso quando è stato investito da un motociclista, Massimo A., 34 anni, ora ricoverato in prognosi riservata al San Giovanni Bosco.L'impatto è stato tremendo, il corpo di Saturnino è stato catapultato in avanti per una ventina di metri prima di cadere esamine a terra. Subito si è capito che per lui non c'era nulla da fare, inutile l'intervento dell'ambulanza, e il medico legale al suo arrivo non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Saturnino è cresciuto in zona e nel quartiere tutti lo conoscevano come una «brava persona, cui tutti volevano un gran bene», hanno detto i figli, in lacrime ma con grande compostezza, quando sono arrivati sul luogo del tragico incidente. «Ma una cosa vogliamo dirla chiaramente, in questo tratto di corso Vercelli le macchine e le moto vanno troppo veloci, non è il primo incidente che si verifica ma vogliamo che sia l'ultimo».Opinione condivisa da tutti, anche da Franco che abita proprio nei pressi dell'incidente. «A volte i vigili si mettono in questo tratto con l'autovelox a fare le multe, ma non basta. Bisogna mettere dei dissuasori di velocità, altrimenti chi guida pensa di essere già arrivato in autostrada, non rispetta i limiti e a farne le spese sono i pedoni e i ciclisti». Bisognerà aspettare stasera per conoscere il destino di Massimo A, che lotta in ospedale tra la vita e la morte.an.mag.

 
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