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11 Febbraio 2022 - 08:34
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Mazzette da 500, mille o duemila euro - accompagnate da cesti di prosciutti e vini - per corrompere tecnici (e vigili) dei comuni di Moncalieri, Nichelino e Rivalta. Ci sono anche cinque pubblici ufficiali che lavorano nella pubblica amministrazione tra i dieci indagati della “cricca dei favori” fatti ad imprenditori cinesi in cambio di soldi, pranzi, cene e orologi. Un’indagine - partita dalla Guardia di finanza e svolta dai carabinieri - che due giorni fa ha fatto scattare le manette nei confronti di due militari dell’Arma, dell’imprenditore Qiang Wang e di Sergio Nidola, geometra dell’ufficio vigilanza edilizia del Comune di Moncalieri. Sono stati colpiti dalla misura della sospensione dai pubblici uffici invece Paolo Boni e Fabio Ronco, rispettivamente responsabile dell’ufficio vigilanza edilizia di Nichelino e responsabile urbanistica di Rivalta. Nelle cento pagine di ordinanza, si leggono anche i nomi di due esponenti della polizia locale di Moncalieri, non colpiti da misure.
Tra le figure di spicco secondo la gip Elene Rocci ci sarebbe Nidola, che nel 2019 (anno dei fatti contestati) continuava «a svolgere le sue funzioni presso l’ufficio tecnico del comune di Moncalieri, ma in data 22 ottobre 2020 è stato nominato presidente del Consorzio Cisa 31». Un ente che dovrebbe “promuovere politiche socio assistenziali” a Carmagnola, Carignano, Castagnole, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi e Villastellone. «È emerso come Nidola - scrive la giudice - sia alla mercé e al soldo di Wang, che il 20 giugno 2019 gli chiedeva in un messaggio: “E per te vorresti incentivo o premio?”, quasi si rivolgesse a un suo dipendente».
Nidola è accusato dalla pm Fabiola D’Errico (e dalla gip che ha avallato la tesi della pm) di avere incassato buoni benzina da 500 euro e altri “regali” per “annientare” gli imprenditori avversari di Wang e favorire quest’ultimo. Quando, per esempio, Wang avrebbe chiesto a Nidola di ostacolare l’apertura di un negozio in via Cacciatori 78 bis a Nichelino, Nidola avrebbe mandato due esposti anonimi in Comune, segnalando un abuso edilizio. Nidola, con Boni, avrebbe poi eseguito un sopralluogo farsa, da cui erano emerse ufficialmente “difformità edilizie” tali da far sospendere il certificato di agibilità. I buoni carburante da 500 euro sarebbero stati consegnati anche a due vigili di Moncalieri per bloccare l’apertura di un negozio in via Ferrari 8. Anche questo immobile era stato dichiarato «sprovvisto di agibilità».
Wang è accusato di avere pagato funzionati anche a Rivalta: come Ronco, che in cambio di duemila euro gli avrebbe concesso il permesso di costruire in via Gozzano 14. Anche Nidola avrebbe agito a Rivalta e comuni limitrofi. La gip cita un messaggio del 22 dicembre 2019, mandato a Wang, in cui il geometra di Moncalieri scrive: «Oggi ho fatto tutto quello che dovevo su Rivalta e poi ti spiego... ti spiegherò insomma, parallelamente ho fatto anche una cosa per Orbassano per quello lì che sta tenendo le fila, e poi volevo chiederti se dovevo e potevo fare una roba per Trofarello, per capire poi avere il monitoraggio di tempi, modi ed eventuali problematiche che possano esserci...(omissis)...ah di Trofarello te ne ho parlato come se tu sapessi ma dovrebbe avertelo detto tuo fratello, te lo ha detto?».
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