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Il caso
18 Marzo 2026 - 14:35
Andrea Delmastro
"Abbiamo scelto - come già evidenziato dal Sottosegretario Delmastro - di uscire immediatamente dalla società costituita un anno fa nel momento stesso in cui siamo venuti a conoscenza della posizione relativa al padre della giovane ex socia, che risulta tutt’ora incensurata. Una decisione non formalmente dovuta ma netta, che nasce da un principio non negoziabile: il rispetto della legalità. Quando emergono elementi che pongono anche solo un dubbio sotto questo profilo, il dovere delle istituzioni è uno soltanto: agire con tempestività e trasparenza, prendendo immediatamente le distanze. Ed è quello che abbiamo fatto senza alcuna esitazione". A scriverlo in una nota dettagliata, riguardo il caso della società "Le 5 Forchette, Elena Chiorino, Davide Zappalá e Cristiano Franceschini. Il caso politico era finito al centro di un’inchiesta giornalistica che aveva evidenziato presunti intrecci societari tra esponenti di Fratelli d’Italia e la famiglia Caroccia, quest’ultima collegata a vicende giudiziarie con aggravante mafiosa. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, la società – con sede a Biella e collegata alla gestione di un ristorante a Roma – vedeva tra i soci il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino e il consigliere regionale Zappalà, insieme a Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con aggravante mafiosa. La giovane, divenuta amministratrice unica della società a 18 anni, sarebbe stata recentemente coinvolta in un’inchiesta per associazione mafiosa. Elementi che, uniti ai passaggi di quote societarie avvenuti negli ultimi mesi, alimentano il confronto politico. Le opposizioni in Consiglio regionale hanno chieso chiarimenti. In una nota congiunta, Domenico Rossi, Gianna Pentenero, Nadia Conticelli ed Emanuela Verzella sollecitano “massima trasparenza” e domandano un’informativa urgente in Aula da parte del presidente della Regione Alberto Cirio. I consiglieri evidenziano come restino aperti interrogativi “sul piano etico e dell’opportunità politica”, tra cui le modalità di avvio dei rapporti societari, la scelta della sede a Biella per un’attività operativa a Roma e la tempistica dei trasferimenti di quote in coincidenza con sviluppi giudiziari. Analoga richiesta arriva da Alice Ravinale (AVS), che ha parlato di “interrogativi inquietanti” e chiesto un’informativa urgente da parte della vicepresidente Chiorino. La vicenda si inserisce alla vigilia delle iniziative per la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, in programma il 21 marzo, con eventi previsti anche in Piemonte. Dal canto suo, il sottosegretario Delmastro aveva già respinto le ricostruzioni del fatto Quotidiano, affermando di aver lasciato la società una volta emersi elementi critici. E ora sulla vicenda sulla vicenda si sono aggiunti gli interventi di Elena Chiorino, Davide Zappalá e Cristiano Franceschini.
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