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IL CASO
07 Gennaio 2026 - 16:35
Un atto di inciviltà che scuote le coscienze e mette a rischio la salute pubblica. In borgata Braidacroce, a pochi passi dalla fabbrica Fenoglio GP, è comparsa una discarica abusiva di lastre di eternit. L'amianto, abbandonato a terra in un'area aperta e facilmente accessibile, è esposto agli agenti atmosferici: pioggia, vento e gelo accelerano il degrado del materiale, favorendo la dispersione delle fibre microscopiche nell'aria e nel suolo.
La segnalazione, rimbalzata con forza sui social, ha sollevato un'ondata di preoccupazione tra i residenti di Valperga. Non si tratta di un "semplice" rifiuto: la frammentazione di queste lastre rappresenta un pericolo mortale, legato a patologie gravissime come il mesotelioma e l'asbestosi. Un rischio che non riguarda solo chi ha scaricato illegalmente il materiale, ma chiunque viva, lavori o coltivi i terreni circostanti.
L'abbandono di rifiuti pericolosi è un reato penale punito severamente dalla legge, ma per molti cittadini l'aspetto giudiziario passa in secondo piano rispetto all'urgenza della bonifica. La richiesta alle autorità Comune, Arpa e Carabinieri Forestali è unanime: transennare immediatamente l'area e attivare una ditta specializzata per la rimozione in sicurezza. Vedere ancora oggi simili "trappole" di amianto nelle campagne canavesane è un segnale allarmante di quanto la strada verso la dignità del territorio sia ancora lunga.
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