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Curiosità
22 Gennaio 2026 - 08:40
Siamo abituati a guardare la Val di Susa verso l'alto, verso le vette delle Alpi Cozie, eppure, esiste una "Valle di Susa di sotto", un labirinto di pietra e cemento che si snoda per chilometri sotto il livello del suolo. Dai bunker del Vallo Alpino alle polveriere scavate nella roccia, il sottosuolo valsusino è un archivio silenzioso di segreti militari e leggende secolari.
Sebbene le parti più spettacolari siano visibili, è ciò che sta dentro la montagna a togliere il fiato.
È il caso del Forte di Fenestrelle, conosciuto come la "Grande Muraglia Piemontese", che nasconde scale sotterranee e passaggi coperti che permettevano lo spostamento di truppe e munizioni al riparo dai bombardamenti. La sua scala coperta è un’opera unica al mondo. Sono 3.996 gradini protetti da mura spesse due metri, che salgono per circa 650 metri di dislivello, interamente sotterranea, il che permetteva ai soldati di spostarsi tra i vari forti che compongono la struttura senza mai essere visti dal nemico, anche sotto metri di neve. Sotto la piazza d’armi esistono enormi cisterne per l'acqua e magazzini per le derrate alimentari progettati per resistere a un assedio di anni. Il silenzio e l'umidità costante rendono la visita un'esperienza quasi mistica.
Negli anni '30, la valle fu trasformata in una fortezza invalicabile. Migliaia di operai scavarono nella roccia per creare le opere del Vallo Alpino del Littorio. Sotto il pianoro del Moncenisio e nei pressi di Bardonecchia, esistono ancora oggi bunker multipiano completi di camerate, sale per i generatori elettrici e postazioni d'artiglieria, il tutto protetto da metri di roccia viva.
Uno dei segreti meno noti riguarda le gallerie di contromina. Sotto le strade che oggi percorriamo per andare a sciare, esistono cunicoli strettissimi progettati dai genieri per intercettare i tunnel scavati dai nemici. Queste gallerie terminavano in "camere di mina" riempite di esplosivo, pronte a far saltare in aria il terreno sotto i piedi dell'invasore.
Oltre alla storia militare, c'è il folklore. La Val di Susa è ricca di grotte naturali, come la Grotta di Beaulard o le cavità vicino a Chianocco, che nei secoli hanno alimentato storie di eremiti, tesori nascosti e passaggi segreti che collegherebbero i castelli della valle tra loro. Molti di questi tunnel, sebbene crollati o murati, sopravvivono nei racconti degli anziani e nelle mappe ingiallite degli archivi storici. La grotta dei Ruggero, ad esempio, è un sistema di grotte naturali nel canyon di Chianocco. Si racconta che fosse il rifugio di banditi e fuorilegge (i "Ruggero", appunto) che sfruttavano l'intricato sistema di tunnel naturali per sparire nel nulla dopo i colpi messi a segno lungo la Via Francigena.
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