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la Nuova gestione

Alta Val Pellice, affidata la gestione del rifugio Barant: incarico a Marco Gelato

L’affidamento è avvenuto al termine di una procedura a cui hanno partecipato otto candidati

Alta Val Pellice, affidata la gestione del rifugio Barant

Il pinerolese Marco Gelato è stato individuato come nuovo gestore del rifugio Barant, in alta Val Pellice, struttura recentemente ristrutturata e situata a 2.300 metri di quota

Il pinerolese Marco Gelato è stato individuato come nuovo gestore del rifugio Barant, in alta Val Pellice, struttura recentemente ristrutturata e situata a 2.300 metri di quota. L’affidamento è avvenuto al termine di una procedura a cui hanno partecipato otto candidati: la proposta presentata da Gelato è stata ritenuta la migliore. La gestione avrà durata triennale, con possibilità di rinnovo per altri tre anni.

Per Gelato si tratta di un ritorno in un luogo già conosciuto: aveva infatti lavorato al Barant dal 1999 al 2006, esperienza che, secondo quanto riferito, ha rappresentato l’avvio del suo percorso professionale nei rifugi. In passato ha fatto anche parte del Soccorso Alpino della Val Pellice. Dopo l’attività al Barant, ha gestito il rifugio Troncea dal 2007 al 2016 e successivamente ha lavorato come cuoco al rifugio Giacoletti.

Tra gli aspetti su cui intende intervenire, Gelato ha richiamato i limiti operativi della vecchia struttura, in particolare la disponibilità idrica e l’assenza di una fornitura elettrica stabile. In base a quanto spiegato, la ristrutturazione ha previsto soluzioni per rendere più affidabile l’approvvigionamento dell’acqua e un impianto fotovoltaico che dovrebbe garantire energia in modo continuativo, superando le difficoltà in precedenza legate a generatori e piccoli pannelli.

L’avvio della nuova gestione è previsto, indicativamente, per giugno, compatibilmente con i tempi organizzativi e la stagione. Nei fine settimana sarà affiancato dalla moglie e sono in corso contatti con altre persone disponibili per il periodo estivo.

Tra gli obiettivi indicati c’è la valorizzazione dei percorsi dedicati al cicloescursionismo, ambito su cui il rifugio punta a consolidare la propria funzione di riferimento. Gelato ha inoltre segnalato l’intenzione di promuovere maggiormente il giardino botanico d’alta quota presente nelle vicinanze della struttura. In prospettiva, l’idea è inserire il Barant anche come tappa utile per chi percorre itinerari più ampi, come il giro del Monviso, con una deviazione fino al rifugio.

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