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IL CASO

Settimo, l’incubo delle auto: furti e pezzi di ricambio, la rabbia corre sui social

Rubate in pochi minuti, smontate e abbandonate: l'ultimo furto ai danni di un giovane scatena la protesta

Settimo Torinese, l’auto come bersaglio: la città dei furti “a pezzi” e della sicurezza che si sbriciola

Svegliarsi e non trovare più l'auto sotto casa: un gesto quotidiano che a Settimo Torinese si sta trasformando in un'incognita carica di ansia. L'ultimo episodio, il furto di una vettura appartenente a un giovane lavoratore, ha fatto traboccare il vaso, scatenando una rete di allerta  digitale che descrive una città sotto assedio. 

Il fenomeno ha assunto contorni inquietanti: non si tratta più di semplici furti per "uso temporaneo", ma di una vera e propria attività industriale del crimine. Le auto vengono sottratte in pochi minuti dai parcheggi residenziali per essere trasferite in luoghi isolati, dove vengono letteralmente cannibalizzate. Centraline, fari a LED, cerchi in lega e plance spariscono nel mercato nero dei ricambi, lasciando i proprietari davanti a carcasse inutilizzabili e danni economici spesso definitivi.

"A me è già successo", "Hanno forzato il nottolino anche nella mia via": i commenti sui gruppi social locali delineano una mappa del rischio che non risparmia nessun quartiere, dal centro alle periferie. I cittadini, tra rassegnazione e rabbia, si organizzano con ronde digitali e appelli online, ma la sensazione di vulnerabilità cresce. Quando il furto diventa "normale amministrazione", a sparire non sono solo i pezzi di ricambio, ma la fiducia stessa dei residenti nelle istituzioni e nella sicurezza del proprio territorio.

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