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Turismo
03 Febbraio 2026 - 20:45
Un Carnevale che non si concentra in un solo luogo, ma si muove di paese in paese, attraversando risaie, borghi e strade d’acqua. È Borghi in Maschera 2026, la più grande manifestazione carnevalesca diffusa d’Italia, in programma dal 1° febbraio al 15 marzo e capace di coinvolgere 49 comuni piemontesi.
L’iniziativa nasce grazie all’Associazione Borghi delle Vie d’Acqua, con l’obiettivo di valorizzare un’area compresa tra i fiumi Sesia, Dora Baltea e Po, dove l’acqua ha modellato il paesaggio e l’identità delle comunità locali. Invece di singoli eventi isolati, i territori della bassa Vercellese e delle zone limitrofe tra Alessandria e Pavia hanno scelto di unire le forze in un unico calendario condiviso.
Il programma mette insieme sfilate di carri allegorici, fagiolate popolari e rievocazioni storiche, trasformando ogni fine settimana in un’occasione diversa per vivere il Carnevale. Al centro dell’iniziativa ci sono le tradizioni gastronomiche e popolari di queste terre, note per piatti simbolo come panissa, bagna cauda e agnolotti.
Muovendosi da un borgo all’altro, anche a piedi o in bicicletta lungo la Via Francigena e le strade bianche della pianura, si attraversa un territorio fatto di grange monastiche, castelli di pianura e interventi artistici contemporanei che animano i piccoli centri.
Ogni tappa di Borghi in Maschera permette di incontrare maschere storiche e usanze tramandate da generazioni, offrendo a famiglie e visitatori un’esperienza che va oltre la singola sfilata. La forza del progetto sta nella collaborazione tra amministrazioni comunali, Pro Loco e associazioni, che hanno costruito una programmazione coordinata capace di valorizzare ogni realtà coinvolta.
Dai centri più noti come Santhià e Trino, fino a comuni come Crescentino e Livorno Ferraris, il Carnevale diventa un filo rosso che rende il territorio più accessibile e attrattivo.
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