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Il caso
04 Febbraio 2026 - 14:40
A Vinovo, il tempo della pazienza sembra essere scaduto. Attraverso una petizione online sulla piattaforma Open Petition, i genitori degli studenti vinovesi hanno lanciato un ultimatum simbolico alle istituzioni: basta promesse, servono i fatti.
La protesta punta il dito su tre fronti specifici dove la quotidianità scolastica è ancora mutilata dai lavori incompiuti.
I plessi di Garino sono il caso più emblematico. La consegna della palestra, inizialmente promessa per il 7 gennaio di quest'anno, è saltata, lasciando gli studenti senza uno spazio idoneo per l'attività fisica. Mancano inoltre arredi fondamentali, come le tende nelle aule e le attrezzature per la cucina.
Per quanto riguarda la Scuola Gramsci, i genitori chiedono lo stanziamento immediato delle risorse per ultimare gli spazi esterni e gli arredi mancanti, con l’obiettivo tassativo di chiudere il cantiere entro settembre 2026.
Il problema della Scuola Don Milani invece è il cortile, descritto come una "landa desolata", segnata da buchi e aree transennate. Si chiede il ripristino della pavimentazione e l'installazione di un nuovo gioco che sostituisca quello rimosso, per restituire ai bambini uno spazio di svago sicuro.
Oltre ai ritardi materiali, a ferire la comunità è il silenzio delle istituzioni. I rappresentanti del Consiglio d’Istituto riferiscono di impegni presi durante le riunioni ufficiali (come quella del 2 dicembre scorso) che non avrebbero trovato seguito. La percezione di una comunicazione interrotta ha spinto le famiglie a ricorrere alla petizione online nella speranza di riaprire un dialogo che sembra essersi incagliato tra burocrazia e silenzi.
Il messaggio della petizione è chiaro: una palestra consegnata, una cucina funzionante o un cortile senza transenne non sono optional, ma elementi essenziali del diritto allo studio e al benessere dei minori.
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