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Torino futura
05 Febbraio 2026 - 07:58
Immagine di repertorio
La linea 2 della metropolitana di Torino è progettata con un sistema di accesso senza tornelli e con validazione digitale, con l’ipotesi di utilizzare dispositivi mobili tramite lettori dedicati. Tra gli obiettivi indicati ci sono anche il miglioramento della copertura telefonica in stazioni e gallerie, tema collegato al rinnovo delle concessioni per la fibra lungo il tracciato.
Il progetto è seguito da Bernardino Chiaia, presidente e amministratore delegato di Infra.To e commissario straordinario della linea 2. Secondo quanto dichiarato, sono state avviate in anticipo alcune procedure relative a opere civili, monitoraggi ambientali e piattaforma dati. Il primo pacchetto di interventi, pari a 481 milioni di euro, è stato affidato a Hitachi Rail STS.
La nuova infrastruttura prevede treni completamente automatici, senza conducente, con velocità fino a 80 km/h e una frequenza programmata fino a un convoglio ogni 60 secondi. Tra le soluzioni citate rientrano sistemi di manutenzione predittiva, basati su scambio continuo di dati tra treni e impianti, con l’obiettivo di ridurre interruzioni e guasti.
Le prime attività sul territorio sono annunciate tra fine febbraio e inizio marzo, con interventi di monitoraggio ambientale preliminari alla fase di scavo. È inoltre previsto un concorso internazionale di architettura e design per le stazioni: nella prima fase sono stati selezionati cinque studi e la giuria dovrà indicare il vincitore. Nella stessa occasione, al Politecnico, è annunciata una lectio magistralis dell’architetto e urbanista Dominique Perrault dedicata al progetto.
Sul finanziamento, le risorse attualmente disponibili coprono la tratta fino a Porta Nuova, dove è previsto l’interscambio con la linea 1. Per completare l’intero tracciato vengono indicati 2,2 miliardi di euro mancanti: 450 milioni per il segmento Porta Nuova–Politecnico e 1,8 miliardi per l’estensione verso Mirafiori Sud. I prolungamenti verso Torino Sud e San Mauro risultano al momento sospesi. La prima tratta finanziata prevede 10 stazioni tra Rebaudengo e Porta Nuova, per 7,7 chilometri, con entrata in servizio prevista nel 2033. Infra.To valuta anche l’ipotesi di dotare le stazioni di impianti geotermici.
Resta infine aperto il tema del prolungamento della linea 1 fino a Cascine Vica, rallentato dalla crisi finanziaria dell’appaltatore ICI: è atteso un piano dell’impresa a metà febbraio, utile per definire le successive decisioni operative.
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