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Curiosità

Lo Smemorato di Collegno, 100 anni dopo: ecco chi era l’uomo che divise l’Italia

Il 10 marzo 1926 arrivò al manicomio un uomo senza identità: la città ricorda il caso con un anno di eventi

Lo Smemorato di Collegno, 100 anni dopo: ecco chi era l’uomo che divise l’Italia

A distanza di un secolo, la storia dello “Smemorato di Collegno” torna al centro dell’attenzione. Il 10 marzo 1926, al manicomio di Collegno arrivò infatti un uomo che non ricordava nulla della propria vita: né il nome, né il passato, né da dove provenisse. Da quel momento prese forma uno dei casi più enigmatici e discussi della storia italiana.

La vicenda è diventata negli anni un vero fenomeno culturale: film, libri, opere teatrali e sceneggiati televisivi si sono ispirati a quella storia, interpretata anche da Totò e citata da Luigi Pirandello.

Dopo l’arrivo dell’uomo nel manicomio, la direzione della struttura decise di pubblicare una fotografia per tentare di identificarlo. La sua immagine venne riconosciuta da due donne diverse, dando così origine al celebre mistero.

Da Verona arrivò Giulia Canella, convinta che quell’uomo fosse il marito Giulio Canella, professore di filosofia scomparso durante la Prima guerra mondiale.

Da Torino invece si fece avanti Rosa Bruneri, che lo identificò come Mario Bruneri, tipografo con precedenti penali ricercato dalla polizia.

Da quel momento la vicenda divenne un enorme caso mediatico. La società dell’epoca si divise in due schieramenti: chi sosteneva che l’uomo fosse davvero Giulio Canella e chi invece era convinto che fosse Mario Bruneri.

Il caso finì più volte in tribunale e attraversò ben cinque gradi di giudizio tra il 1927 e il 1931.

Come spiega Carlo Conte, direttore amministrativo della ASL TO3, la vicenda rappresenta ancora oggi uno dei grandi enigmi della storia italiana.

Alla fine dei processi la giustizia italiana stabilì che quell’uomo fosse Mario Bruneri. Lui però continuò a sostenere di essere Giulio Canella, posizione condivisa anche dalla donna che lo aveva riconosciuto come marito.

I due decisero poi di trasferirsi insieme in Brasile, dove l’uomo visse fino alla morte.

A cento anni da quei fatti, la città di Collegno ha deciso di ricordare lo Smemorato con un intero anno di iniziative culturali. Eventi, incontri e mostre racconteranno una vicenda che ha segnato profondamente la storia del territorio.

Tra i luoghi simbolo restano il chiostro dove Giulia Canella incontrò l’uomo e lo riconobbe e l’archivio dell’ex manicomio, dove sono ancora conservati i documenti originali del caso, tra cui la cartella clinica e le relazioni della direzione.

Un mistero che, a distanza di cento anni, continua ancora oggi a far discutere e a interrogare storici e curiosi.

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