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Il caso

Borgo Dora senza riposo: "Fermate i mini-rave"

Sono 283 segnalazioni e quasi 50 mini-rave in 10 mesi; la Città: "Controlli rafforzati nel week-end"

Ancora rave a Parco Dora: musica a palla fino alle 6 del mattino

La maxi-festa abusiva al Parco Dora dello scorso otobre

Musica techno a tutto volume, il “tunz-tunz” che rimbomba nella notte e disturba il sonno dei residenti. Qualche messaggio su Tik-Tok o Telegram. Uno stereo con l'amplificatore, qualche birra e inizia la festa. Succede nell’area del Parco Dora, in particolare sotto la Tettoia dello Strippaggio, dove i mini-rave non autorizzati sono una realtà quasi quotidiana per i residenti.

Sono 283 le segnalazioni per disturbo della quiete pubblica, raccolte dalla polizia locale dal 1° maggio 2025 al 17 aprile 2026. Oltre 24 al mese, tra musica ad alto volume, assembramenti e disagi nelle ore serali e notturne. L'ultimo, risalente al 28 marzo, è sventato dall'intervento congiunto della polizia locale e della polizia di Stato, "che ha impedito un raduno di circa 40 giovani, pronti a organizzare un dj-set proprio sotto la tettoia".

A confermarlo l'assessore alla Sicurezza di Palazzo civico, Marco Porcedda, a cui il vicecapogruppo di Torino Bellissima ha indirizzato un'interpellanza sul tema. "

Il tema è stato affrontato anche in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. "L’ultima riunione, il 16 aprile, ha portato alla definizione di controlli mirati e al possibile sequestro delle attrezzature audio. In parallelo, la Questura di Torino ha emesso un'ordinanza per rafforzare la presenza di forze dell’ordine nell’area, soprattutto nei fine settimana", spiega Porcedda.

Ma il fenomeno esaspera così tanto i residente da avere creato un vero e proprio archivio con data e ora dell'occorrenza: "In 10 mesi ci hanno segnalato circa 50 rave abusivi, praticamente quasi tutti i weekend disponibili. Il diritto al sonno dei residenti deve essere tutelato", replica Firrao chiedendo, finalmente interventi strutturali per fermare definitivamente i rave abusivi. "Senza il sequestro delle attrezzature non c'è un vero deterrente", chiosa.

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