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A Chivasso molti anni fa, inventarono un dolce che conquistò tutta l'Europa

Tre ingredienti, una ricetta ottocentesca mai cambiata e un nome che il fascismo volle italianizzare: storia dei nocciolini, il tesoro nascosto del Canavese

A Chivasso molti anni fa, inventarono un dolce che conquistò tutta l'Europa

C'è un dolce che sa di nocciola, si frantuma in bocca in un istante e da oltre un secolo porta il nome di una città piemontese fino alle esposizioni universali. Si chiama nocciolino di Chivasso, ed è uno di quei prodotti che sembrano semplici ma nascondono una storia lunga e sorprendente.

Tutto comincia nella seconda metà dell'Ottocento, quando il pasticcere locale Giovanni Podio mette a punto la ricetta. Tre soli ingredienti: nocciole Piemonte Tonda Gentile sgusciate e tostate, zucchero e albume d'uovo. L'impasto viene portato a densità colante e stillato in piccole gocce su fogli di carta paglia, lasciato asciugare una ventina di minuti e poi passato in forno. Il risultato è un boccone croccante e friabilissimo, che si abbina perfettamente con il caffè, lo zabaione e vini dolci come il Passito di Caluso o il Moscato d'Asti.

Il primo nome della specialità era francese: noisettes, semplicemente «nocciole». Divennero «nocciolini» solo negli anni Trenta del Novecento, quando le direttive del regime fascista imposero l'eliminazione dei termini stranieri dalla lingua italiana.

La consacrazione arriva con il cavalier Nazzaro, che porta i dolcetti chivassesi all'Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove ottiene un attestato di merito, e poi all'Esposizione di Torino del 1911. Nel 1904 arriva anche il brevetto con marchio di fabbrica rilasciato dal Ministero del Commercio del Regno d'Italia. Vittorio Emanuele III di Savoia concede al produttore il titolo di «fornitore della Real Casa»: un riconoscimento che i duchi di Genova non tardano a replicare.

Nel 2010 il marchio passa di mano per la seconda volta nella storia: il Grande Ufficiale Mario Bertolino, genero del cavalier Nazario, lo cede al Comune di Chivasso, con l'intento di restituire alla cittadinanza un simbolo identitario. Oggi il nocciolino è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) dalla Regione Piemonte, e può essere prodotto soltanto da laboratori artigianali del comune canavesano.

A custodire e promuovere la tradizione ci pensa dal 1982 la Confratèrnita dël Sambajon e djj Nocciolini, nata per valorizzare il legame indissolubile tra il dolcetto e la crema subalpina per eccellenza. Un abbinamento antico, semplice e — a quanto pare — imbattibile.

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