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Piemonte, l’export cresce ma il Medio Oriente cambia gli equilibri

Il commercio estero regionale chiude l’anno a +2,7%. Limitato il peso diretto di Teheran, mentre cresce il ruolo dell’area mediorientale

Piemonte, l’export cresce ma il Medio Oriente cambia gli equilibri

Immagine di repertorio

L’Iran incide in misura contenuta sugli scambi esteri del Piemonte. Nel 2025, secondo i dati di Unioncamere, il Paese ha rappresentato circa l’1,3% del totale, con 12,5 milioni di euro di importazioni e poco più di 29 milioni di esportazioni. Il dato segna anche un calo di quasi il 7% rispetto al 2024. Sul piano diretto, quindi, l’impatto economico dei rapporti commerciali con Teheran appare limitato.

Più rilevante è invece il quadro complessivo del Medio Oriente, che negli ultimi dodici mesi ha aumentato il proprio peso per l’economia regionale. Le esportazioni piemontesi verso quest’area sono cresciute del 16%, superando i 2,2 miliardi di euro e arrivando al 3,6% del commercio estero totale. A sostenere questa dinamica sono stati soprattutto Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, con incrementi rispettivamente del 62,2% e del 7,6%.

Tra i settori più attivi figurano i mezzi di trasporto, che nell’area hanno registrato un aumento del 58,1% e rappresentano il 27,1% dell’export verso il Medio Oriente. Seguono i prodotti alimentari, con una quota del 20,6% e una crescita del 5,9%. In aumento anche tessile e abbigliamento (+15,7%) e chimica (+19,5%), mentre i macchinari segnano una flessione del 15,3%, pur restando una voce importante.

Nel complesso, il 2025 si chiude con un andamento positivo per il commercio estero piemontese. Le esportazioni crescono del 2,7%, le importazioni del 5%, con un saldo commerciale positivo di 15,5 miliardi di euro. Le vendite risultano più dinamiche verso i Paesi dell’Unione europea (+3,1%) rispetto ai mercati extra-Ue (+2,1%). Tra le regioni italiane, il Piemonte si colloca al secondo posto, dietro la Toscana.

L’analisi per comparti conferma però una situazione non uniforme. I mezzi di trasporto restano il primo settore dell’export regionale, con una quota del 20,4%, nonostante una flessione del 2,6%. La meccanica vale il 17,2%, ma arretra del 4,2%. In crescita netta l’alimentare, che supera i 9,6 miliardi di euro esportati e sale del 7,7%. Positivi anche i metalli (+14,5%), mentre il comparto auto continua a perdere terreno (-11,2%), parzialmente compensato dalla componentistica (+4,9%).

Resta aperta l’incognita legata alle recenti tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. Gli effetti potrebbero riflettersi non tanto nei rapporti con l’Iran, quanto su logistica, costi energetici, materie prime e stabilità delle rotte commerciali. In questo contesto, la diversificazione dei mercati di sbocco si conferma uno degli elementi centrali per la tenuta del sistema economico piemontese.

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