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11 Marzo 2026 - 20:15
Immagine di repertorio
L’Iran incide in misura contenuta sugli scambi esteri del Piemonte. Nel 2025, secondo i dati di Unioncamere, il Paese ha rappresentato circa l’1,3% del totale, con 12,5 milioni di euro di importazioni e poco più di 29 milioni di esportazioni. Il dato segna anche un calo di quasi il 7% rispetto al 2024. Sul piano diretto, quindi, l’impatto economico dei rapporti commerciali con Teheran appare limitato.
Più rilevante è invece il quadro complessivo del Medio Oriente, che negli ultimi dodici mesi ha aumentato il proprio peso per l’economia regionale. Le esportazioni piemontesi verso quest’area sono cresciute del 16%, superando i 2,2 miliardi di euro e arrivando al 3,6% del commercio estero totale. A sostenere questa dinamica sono stati soprattutto Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, con incrementi rispettivamente del 62,2% e del 7,6%.
Tra i settori più attivi figurano i mezzi di trasporto, che nell’area hanno registrato un aumento del 58,1% e rappresentano il 27,1% dell’export verso il Medio Oriente. Seguono i prodotti alimentari, con una quota del 20,6% e una crescita del 5,9%. In aumento anche tessile e abbigliamento (+15,7%) e chimica (+19,5%), mentre i macchinari segnano una flessione del 15,3%, pur restando una voce importante.
Nel complesso, il 2025 si chiude con un andamento positivo per il commercio estero piemontese. Le esportazioni crescono del 2,7%, le importazioni del 5%, con un saldo commerciale positivo di 15,5 miliardi di euro. Le vendite risultano più dinamiche verso i Paesi dell’Unione europea (+3,1%) rispetto ai mercati extra-Ue (+2,1%). Tra le regioni italiane, il Piemonte si colloca al secondo posto, dietro la Toscana.
L’analisi per comparti conferma però una situazione non uniforme. I mezzi di trasporto restano il primo settore dell’export regionale, con una quota del 20,4%, nonostante una flessione del 2,6%. La meccanica vale il 17,2%, ma arretra del 4,2%. In crescita netta l’alimentare, che supera i 9,6 miliardi di euro esportati e sale del 7,7%. Positivi anche i metalli (+14,5%), mentre il comparto auto continua a perdere terreno (-11,2%), parzialmente compensato dalla componentistica (+4,9%).
Resta aperta l’incognita legata alle recenti tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. Gli effetti potrebbero riflettersi non tanto nei rapporti con l’Iran, quanto su logistica, costi energetici, materie prime e stabilità delle rotte commerciali. In questo contesto, la diversificazione dei mercati di sbocco si conferma uno degli elementi centrali per la tenuta del sistema economico piemontese.
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