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l'omicidio

Uccide la moglie con cinque coltellate. Per il giudice era sano di mente e ora va a processo

Pietro Quartuccio, killer della coniuge Cinzia D’Aries, rinviato a giudizio. Aveva ammazzato la moglie l’8 febbraio dello scorso anno

La fiaccolata per Cinzia D'Aries, ammazzzata a coltellate dal marito che poi ha tentato il suicidio

La fiaccolata per Cinzia D'Aries, ammazzzata a coltellate dal marito che poi ha tentato il suicidio

Aveva inferto alla moglie cinque fendenti con un coltello da cucina, in piena notte. Pietro Quartuccio, 57 anni, killer della coniuge Cinzia D’Aries, per il giudice non è pazzo e dovrà affrontare il processo per l’omicidio avvenuto l’8 febbraio dello scorso anno nell’alloggio al civico 3 di via Guido Gozzano, case popolari di Venaria. Cinzia D’Aries, colpita dalle coltellate del marito, era morta nel bagno. Quartuccio era stato arrestato dai carabinieri intervenuti sul posto, non prima di avere tentato di togliersi la vita ingerendo degli psicofarmaci. Il 57enne, in carcere a Biella, ieri è comparso davanti al giudice, nel tribunale di Ivrea, per l’udienza preliminare. L’avvocata Francesca Caminiti aveva chiesto per l’assassino della coniuge la parziale incapacità di intendere e di volere (il vizio parziale di mente, previsto dall’articolo 89 del Codice penale). Una richiesta che è stata però rigettata dal giudice Edoardo Scanavino.

Pietro Quartuccio, che era presente ieri mattina in aula ma ha preferito restare in silenzio, viene quindi rinviato a giudizio e la prossima udienza si terrà il prossimo 26 giugno, sempre a Ivrea. Nel processo si costituiranno parte civile la sorella e il fratello di Cinzia D’Aries, Patrizia ed Erminio.

L’omicidio di Cinzia D’Aries era avvenuto nel cuore della notte un anno fa, con cinque coltellate. Poi Pietro Quartuccio, invalido e pensionato, aveva provato a uccidersi. A tarda serata la sorella del killer, che era preoccupata perché non aveva più notizie del fratello, aveva telefonato a casa. Non ricevendo risposte, aveva chiamato i carabinieri. I militari erano intervenuti nell'abitazione con l'ausilio dei vigili del fuoco, poco dopo l'una di notte. All’interno avevano trovato le luci accese e Cinzia D'Aries riversa in bagno, priva di vita, colpita da numerosi colpi d’arma da taglio alla schiena e al petto. Il marito era invece a terra in stato confusionale, a causa di un'ingestione da farmaci. Era stato trasportato al Maria Vittoria.

Alla base dell'omicidio, liti che proseguivano da tempo. Due settimane prima del delitto, Quartuccio aveva confidato a una vicina il desiderio di ammazzare la moglie. «Adesso uccido Cinzia», le sue parole. Frasi a cui la vicina non aveva creduto, o quantomeno non fino in fondo. Perché il 57enne era invalido e malato. Ma gli istinti omicidi verso la moglie, l’uomo li aveva confidati anche ad altri inquilini. E dalle parole era passato ai fatti. Adesso, a un anno dall’omicidio, andrà a processo.

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