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La commemorazione
14 Marzo 2026 - 14:10
La città di Alpignano si prepara a trasformare le proprie strade in un libro aperto sulla storia, rinnovando il rito della fiaccolata silenziosa in onore dei giovani trucidati dai nazifascisti il 22 marzo 1945.
Le celebrazioni avranno luogo venerdì 20 marzo, con il ritrovo dei partecipanti fissato per le ore 19.30 in piazza I Maggio. Da qui partirà il corteo che vedrà sfilare cittadini, associazioni locali e rappresentanze dei comuni limitrofi lungo un percorso che toccherà via Roma, via Almese, via Mazzini e via Caselette. La fiaccolata si concluderà intorno alle 20.15 presso il monumento di via San Giacomo dedicato ai Dieci Martiri.
Durante la cerimonia, il Comune conferirà un riconoscimento civico al Gruppo Alpini di Alpignano per l'impegno profuso nella creazione del Giardino della Memoria. L'evento sarà arricchito dall'orazione ufficiale della scrittrice Martina Merletti, introdotta dai saluti istituzionali del sindaco Steven Giuseppe Palmieri e di Giovanni Nepote, presidente della sezione ANPI locale. La parte sonora della commemorazione sarà affidata alla Società Filarmonica di Alpignano e alle voci del gruppo InCanto, mentre al termine della serata il Gruppo ANA offrirà cioccolata calda a tutti i presenti. In caso di condizioni meteo avverse, lo svolgimento di tutte le attività si sposterà all'interno del salone Cruto in via Matteotti 2.
Le radici di questo omaggio affondano in una settimana di sangue iniziata il 14 marzo 1945, quando il comandante partigiano Tullio Robotti perse la vita in uno scontro a fuoco a San Gillio. Il dramma si intensificò tre giorni dopo, durante le sue esequie ad Alpignano: i compagni di Robotti, Vittorio Perotti e Mario Piovano, furono catturati dai tedeschi all'interno del cimitero a seguito di una delazione. Nel tentativo di liberarli attraverso uno scambio di prigionieri, i partigiani della 17ª brigata fecero irruzione la sera del 19 marzo nell'albergo dell'Albero Fiorito. La concitazione del momento sfociò in una sparatoria che causò la morte di quattro militari tedeschi e di un sergente della Repubblica Sociale Italiana.
La reazione degli occupanti fu immediata e spietata. Il 22 marzo 1945 la rappresaglia si abbatté su dieci uomini, le cui identità raccontano un'Italia unita dal destino della Resistenza. Tra loro vi erano giovanissimi come il diciassettenne Pietro Vittone di Imperia e uomini più maturi come il trentaduenne Guido Pecoraino di Cuceglio. Accanto a loro caddero Luciano Bertolo, Romolo Cimilando, Giacomo Corna, Angelo D’Aquila, Nicola Distani, Enzo Migliore, Pietro Rocca e Renato Tua.
Camminare oggi lungo il percorso della fiaccolata significa dare voce a questi nomi e trasformare la topografia cittadina in una mappa morale.
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