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L'INIZIATIVA

Una “banca del DNA” per i boschi piemontesi: il piano per salvare le foreste dal clima

Individuate 142 aree strategiche per la raccolta di semi selezionati: piante geneticamente resistenti.

Una “banca del DNA” per i boschi piemontesi: il piano per salvare le foreste dal clima

La Regione Piemonte ha dato il via a un progetto strategico: una "banca del DNA" forestale. Attraverso l'approvazione del nuovo Registro regionale dei materiali di base, sono stati individuati 142 popolamenti da seme veri e propri serbatoi genetici, capaci di resistere alle sfide del cambiamento climatico.

Il sistema, coordinato in collaborazione con IPLA, conta oggi 368 materiali di base tra specie arboree e arbustive. Tra questi spiccano 75 cloni di pioppo e 9 arboreti da seme, selezionati per la loro capacità di adattamento alle condizioni ambientali locali. Per Torino e per le valli della provincia, questo significa poter contare su rimboschimenti con piante che hanno maggiori probabilità di sopravvivenza grazie a una "carta d'identità" genetica certificata.

L'assessore alla Montagna e alle Foreste, Marco Gallo, ha sottolineato come la tracciabilità sia il cuore del sistema: ogni seme raccolto in una valle alpina porta con sé la resistenza al freddo e al suolo di quel contesto specifico. Ma il progetto non guarda solo alle vette: le nuove foreste urbane che aiuteranno a rinfrescare la città contro le ondate di calore saranno realizzate partendo proprio da questi materiali di alta qualità.

Grazie ai fondi europei del CSR 2023-2027, la Regione finanzierà la gestione di questi boschi da seme, trasformando la tutela della biodiversità in una filiera economica innovativa. Le informazioni tecniche sulla localizzazione di questi "scrigni verdi" sono ora consultabili pubblicamente, rendendo il patrimonio genetico delle nostre foreste un bene accessibile e protetto per le generazioni future.

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