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la polemica
27 Marzo 2026 - 15:30
A Cuorgnè il caso dell’ufficio postale continua a far discutere. Doveva riaprire il 1° aprile, poi il rinvio al 13, ma ora anche questa data appare incerta. Intanto la sede di via Asilo resta chiusa, alimentando malcontento tra cittadini e attività.
La chiusura, comunicata da Poste Italiane, è iniziata a fine gennaio: dal 28 gennaio l’ufficio non è più operativo e i servizi sono stati trasferiti a Valperga, in corso Villanova 2. Qui è possibile effettuare alcune operazioni specifiche, come il ritiro di raccomandate o pratiche legate al proprio conto, mentre le altre attività possono essere svolte anche in altre sedi.
Il problema, però, è la durata dello stop. Il rinvio della riapertura e l’assenza di certezze stanno creando un clima di forte incertezza, con disagi concreti soprattutto per anziani e pensionati, costretti a spostarsi nei comuni vicini per operazioni quotidiane.
Da qui nasce la protesta, che si è spostata anche sui social. Tra le voci più critiche, quelle dei consiglieri di minoranza Davide Pieruccini e Lidia Perotti, che chiedono con forza una soluzione alternativa:
«Era ed è necessario attivare un ufficio postale provvisorio. Con i “apre…, forse apre…” non si va da nessuna parte».
Al centro del dibattito c’è proprio la mancanza di un presidio temporaneo, già adottato in altri comuni durante lavori simili. Una scelta che, secondo l’opposizione e molti cittadini, avrebbe potuto ridurre i disagi e garantire continuità del servizio.
Le critiche arrivano anche dalla popolazione, sempre più esasperata da una situazione che si protrae da settimane. Non è solo un problema logistico, ma anche un tema che tocca la qualità dei servizi e la vivibilità del territorio.
Intanto l’amministrazione continua a monitorare la situazione e a mantenere i contatti con Poste Italiane, ma senza fornire tempistiche certe. Il rischio, sempre più concreto, è che la riapertura possa slittare ulteriormente, prolungando una fase di difficoltà che pesa su tutta la comunità.
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