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L'INIZIATIVA
30 Marzo 2026 - 18:40
Un "biglietto da visita" cittadino che cambia volto. Dopo anni di abbandono e degrado, l'ex ospedale civico, situato lungo la direttrice di accesso che giunge da Cuorgnè, si prepara a riaprire le porte, trasformandosi da ferita urbana a cuore pulsante della comunità. Grazie a un investimento di tre milioni di euro finanziato dal PNRR, la struttura è stata oggetto di un complesso intervento di riqualificazione che restituisce dignità a un bene storico, ora destinato a ospitare funzioni vitali per il territorio.
Il nuovo "civic centre" del Canavese non sarà solo un luogo di transito, ma un punto di riferimento polifunzionale. Il piano terra accoglierà la nuova Biblioteca Civica e gli archivi comunali, mentre i piani superiori ospiteranno centri di aggregazione per giovani e anziani, spazi per le associazioni e, in particolare, per la ceramica, orgoglio della tradizione castellamontese. La trasformazione del sottotetto, un tempo magazzino in condizioni critiche e oggi trasformato in un'ampia e luminosa sala lettura – è il simbolo perfetto di questa metamorfosi.
Il fiore all'occhiello del progetto è l'appartamento dedicato a giovani adulti autistici. In una collaborazione pionieristica tra Comune e ASL, lo spazio permetterà a piccoli gruppi di ragazzi di sperimentare la vita autonoma con il supporto di operatori specializzati. «Siamo i primi a realizzare un centro di questo tipo in sinergia con l'ASL», ha sottolineato il delegato alle Politiche Sociali, Alessandro Musso. Un'innovazione che trasforma l'edificio non solo in un contenitore di servizi, ma in un presidio di inclusione sociale all'avanguardia.
I lavori, giunti ormai a conclusione, permettono di lasciarsi alle spalle le immagini dei muri scrostati e delle strutture pericolanti che per anni hanno segnato l'ingresso a Castellamonte. Con la vicina nascita dell'Ospedale di Comunità e della Casa di Comunità, l'ex ospedale civico si inserisce in un disegno più ampio di potenziamento della sanità di prossimità e del tessuto culturale. Come sottolineato dal sindaco Pasquale Mazza durante il sopralluogo con la Città Metropolitana, le città non si cambiano solo rifacendo le facciate, ma riaccendendo le stanze dove le persone tornano a incontrarsi.
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