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01 Aprile 2026 - 08:25
I carabinieri davanti alla villa e, nel riquadro, "Momo"
I due coniugi per salvarsi si erano finti morti. Ed era stato picchiato anche uno dei due figli. Un’aggressione avvenuta a Leini nel 2009, in frazione Fornacino. Vittima, la famiglia Tedoldi, rapinata e pestata (anche con il calcio della pistola) nella loro villa. Ci sono voluti ben 17 anni, ai carabinieri, per arrivare a una svolta nelle indagini e trovare i due responsabili di quella violenta rapina: Momcilo Bakal, detto “Momo”, 44enne bosniaco, e Milan Uskokovic, 62enne serbo. Il 5 marzo, in aula nel tribunale di Torino si è tenuta l’udienza preliminare (la prossima si terrà il 25 maggio) e imputato è Uskokovic, difeso dall'avvocata Stefania Marasciuolo. Perché Momcilo “Momo” Bakal è morto. Dopo essere scomparso nel nulla nel 2016, è stato ritrovato cadavere nell’estate 2024 al Villaretto. E ad uccidere “Momo”, che era un ex militare e faceva l’imprenditore a Leini, è stato proprio Uskokovic, arrestato nel luglio scorso dai carabinieri del comando provinciale di Torino e accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere.
Quella sera del 2009, in frazione Fornacino, i malviventi erano entrati in azione con la pistola in mano, accanendosi prima su Davide Tedoldi e poi sui genitori Italo Tedoldi e Pasqualina Rubatto. La banda era composta da quattro o cinque persone e avevano tutte quante il volto coperto. Italo Tedoldi e la moglie Pasqualina Rubatto, a causa delle percosse, vennero ricoverati all'ospedale di Chivasso. Il figlio Davide Tedoldi venne invece picchiato così brutalmente da finire in prognosi riservata, venendo successivamente operato al cervello all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Pare tuttavia che l’obiettivo della banda criminale, quel giorno, fosse Gian Paolo Tedoldi, il fratello di Davide, che però non era presente nella villa. «Dov’è la cassaforte? Dov’è la cassaforte?», urlava uno della banda alla famiglia. Percosse, le vittime erano state anche legate dai loro aguzzini, che si erano portati via un magro bottino, contanti per una cifra non superiore ai 2.500 euro, un assegno già compilato (impossibile da incassare) di 18mila euro, tre fucili da caccia e qualche oggetto d’oro, anelli, catenine.

Le indagini per trovare i responsabili di quel pestaggio sono state lunghe. Nel frattempo, Gian Paolo Tedoldi, fratello di Davide e l’unica persona non pestata, è morto nel 2021, all’età di 54 anni, causa infarto. Ed è morta anche Pasqualina Rubatto. Mentre “Momo” Bakal, uno dei membri della banda, è prima scomparso e poi è stato trovato senza vita a Torino nord. Ad ucciderlo, Milan Uskokovic, un altro del commando che pestò i Tedoldi. “Momo” è morto per avvelenamento, poi il suo corpo è stato seppellito dopo essere stato avvolto da un lenzuolo. Un omicidio avvenuto per soldi. E’ rimasto Uskokovic, difeso dall’avvocato Fabrizio Bonfante e arrestato per l’omicidio di “Momo”. Il killer di Bakal dovrà ora difendersi dal reato di rapina aggravata. Davide Tedoldi, che quel giorno venne pestato, ha scritto un post su Facebook dopo la svolta nelle indagini: «Dopo quasi 17 anni, ringrazio chi non ha mai chiuso il caso».
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