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La verità sull'Abate trovato con marijuana e 20 gatti
07 Aprile 2026 - 07:00
Don Mario Viano in processione con un gatto
Intanto cominciamo con il dire che l’Abate della Fruttuaria di San Benigno Canavese e parroco di Bosconero, non è fuggito con la perpetua di turno (di solito bella e procace). Non è accusato di abusi sessuali su ragazzini o ragazzine minorenni o maggiorenni. Nulla di tutto questo. In canonica i carabinieri forestali hanno trovato 200 grammi di marijuana, 23 gatti, oche, galline, caprette e alcuni serpenti custoditi in teche. L’Abate è stato denunciato, come è giusto che sia. Ma non si comprende perché siano state diffuse le sue generalità, considerando le norme della riforma Cartabia. Regole stringenti, tant’è che oggi è praticamente impossibile ottenere dalle forze dell’ordine e dalla magistratura nomi e cognomi di stupratori, rapinatori, pedofili, mafiosi e assassini. Ma per il povero curato di campagna, evidentemente, si è fatta un’eccezione, e gli è stato riservato un trattamento da criminale. Insomma, lo si è voluto sputtanare. Un vero cortocircuito di cui dovrà rispondere chi i dati non li ha adeguatamente protetti, e non sono stati certo i giornalisti che hanno svolto solo il loro lavoro. Ma veniamo al contenuto della denuncia. Che la sera, chiuse le porte della canonica, l’Abate si ritirasse in santa pace a fumare la pipa, non è certo un segreto. A volte tabacco e qualche volta marijuana (200 grammi sono una riserva modesta che corrisponde, tanto per capirci, a 4/5 pacchetti di sigarette). Fare il parroco nelle basse del Canavese, dove d’inverno si gela e le campagne sono avvolte dalla nebbia, dove per uscire dalla routine e ritrovare un po’ di socialità non resta che celebrare un funerale, significa vivere nella solitudine ed esporsi alla depressione più cupa. Da sempre (specie prima del Vaticano II - ma anche dopo) i preti di campagna hanno cercato di tirarsi un po’ sù con qualche fiasco di buon vino e saltuarie e salubri bevute. E’ noto, ad esempio che l’Assenzio veniva (e viene utilizzato) nei conventi da frati e monaci come anti depressivo e che il “Vin Mariani” (prodotto con il rosso di Bordeaux, foglie di cocaina e zucchero) era la bevanda preferita dei papi Leone XIII, Benedetto XV e San Pio X. Papa Leone poi, concesse anche la sua immagine per promuovere la commercializzazione del “Mariani”. In antichi scritti si legge: «Bevendo quel vino si vedono anche gli angeli». Insomma, altro che marijuana. Per ciò che riguarda gli animali è evidente che don Mario è un appassionato, fin da tempi lontani. Non sarà San Francesco d’Assisi, ma l’amore per gli animali non è un reato e neppure un peccato. Forse l’Abate non avrà denunciato il possesso di qualche gatto di razza particolare e rara, ma è poca cosa: si sana con un’ammenda che ha il valore di una multa per divieto di sosta. Certo è che il parroco un po’ ha esagerato, manifestando qualche fragilità, questo nessuno lo nega. Ma prima dei carabinieri forestali, avrebbe dovuto intervenire la diocesi di Ivrea, offrendo al sacerdote tutto il supporto spirituale e psicologico del caso e, se necessario, un periodo sabbatico o di meditazione. Ma i vescovi Aldo Cerrato e Daniele Salera che gli è subentrato un anno fa, non lo hanno fatto. Oggi il silenzio della diocesi eporediese sulla vicenda, non fa altro che alimentare sospetti e sembra che l’Abate sia stato lasciato solo proprio da coloro che più dovrebbero sostenerlo. Il caso è emblematico per le organizzazioni, quelle delle diocesi e delle parrocchie, non più al passo con i tempi. In questo senso merita particolare attenzione la riforma che sta proponendo l’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole. Una riforma che qualcuno ha criticato aspramente, ma che appare come l’unica strada per modernizzare le dinamiche delle chiese locali (almeno Repole ci prova). Una forma smart, se si vuole più liquida e meno istituzionalizzata, che pone al centro la persona. Fare comunità attorno al proprio pastore, perché non si senta solo e non venga lasciato solo.
IL MANIFESTO PUBBLICITARIO DEL VIN MARIANI CON L'IMMAGINE DI PAPA LEONE XIII

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