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Don Mario, petizione e fiaccolata in paese: «Non spaccia droga, deve tornare»

Bosconero difende il prete indagato dalla procura di Ivrea: «Non merita questa gogna, è una brava persona e un bravo sacerdote»

Don Mario Viano con uno dei suoi numerosi gatti

Don Mario Viano con uno dei suoi numerosi gatti

Bosconero l’ha già assolto dai peccati. Un brav’uomo, un bravissimo sacerdote, un prete come non ce ne sono più da anni. Giovane e pieno di iniziative. Don Mario Viano, per i suoi parrocchiani, non è assolutamente uno spacciatore di droga e nemmeno uno che commercia illegalmente o maltratta gli animali. Che, anzi, dimostrava di amare. «Ha portato tantissimi fedeli in chiesa. Era molto socievole e quando ti incontrava salutava sempre per primo», questo il ricordo che Salvatore Capellupo, calabrese residente nel paese canavesano, ha di don Mario. Altro che “don pusher”, il 39enne parroco della chiesa di San Giovanni Battista per i fedeli è un prete d’altri tempi, un don Camillo (visto anche il copricapo che porta in testa), benvoluto dalla comunità, anche da chi non va a messa. «Parlava con tutti, era molto socievole, difficilmente si trovano oggi sacerdoti così», dice ancora il signor Capellupo, quando la messa in parrocchia è finita da poco in un assolato Lunedì dell’Angelo.

La vicenda è ormai nota: don Mario Viano è indagato dalla procura di Ivrea dopo un blitz dei carabinieri che hanno scoperto decine di gatti di razza stipati in canonica (tra cui razze pregiate e costose come Maine Coon e Ragdoll), un serpente e 200 grammi di marijuana. Una notizia che ha sconvolto i suoi parrocchiani. Che però lo difendono a spada tratta: «Le sue messe erano piacevoli, don Mario è una brava persona e mi dispiace vedere la sua foto dappertutto appena accendo il cellulare. Mentre nomi e volti degli stupratori non si conoscono mai», afferma Gennaro Carlone, a passeggio col figlio 12enne che frequenta il catechismo in parrocchia e alla domanda su don Viano risponde: «E’ malato, per questo non c’è». E proprio questo è stato detto, ai ragazzi, da mamme e papà in questi giorni turbolenti: don Mario Viano non sta bene e si è dovuto assentare. Il don invece sta benissimo, ma visto quanto è accaduto non è più a Bosconero. Sparito dai radar, in questi giorni dovrebbe essersi rifugiato dai genitori, probabilmente a Rivalta. Bosconero intanto si sta organizzando perché la comunità, che si è stretta attorno al suo sacerdote, vuole partire al contrattacco. L’hashtag #iostocondonmario sta spopolando sui gruppi Facebook del Canavese e i residenti del paese hanno in mente di fare una raccolta firme e, addirittura, vorrebbero organizzare una fiaccolata per le strade di Bosconero. «Se sarà necessario, scriveremo una lettera al vescovo. L’unico obiettivo - scrive chi organizza le iniziative in difesa del don - è il sostegno a don Mario, nel pieno rispetto della delicata situazione che sta vivendo».

La passione di don Mario Viano per gli animali è nota. «Sappiamo che il prete ha dei gatti, ma non mi sembravano in cattive condizioni. Gli ho visto allattare una capretta col biberon - rivela Nino Palma, un altro residente di Bosconero - e quando c’è stata la messa per i defunti, ha benedetto una ad una tutte le tombe del cimitero». Anche a San Benigno, dove don Mario è abate dell'Abbazia di Fruttuaria, la gente è sbigottita dalla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati. «La droga? Sono tutte bugie», dicono i residenti. Non una bella Pasqua per don Mario. Che dopo l’indagine ha fatto perdere le sue tracce.

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