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la storia

Francesco, pompiere e Cavaliere, va in pensione: «Nel Corpo per gioco, mi convinse un cugino»

Grande festa al distaccamento di Volpiano per Marando, 61 anni, che lascia dopo 34 anni il Corpo nazionale dei vigili del fuoco

e Francesco Marando, pompiere e Cavaliere

e Francesco Marando, pompiere e Cavaliere

L’ultimo turno l’aveva finito una settimana fa. Ieri sera i suoi colleghi del distaccamento di Volpiano l’hanno celebrato con una grande festa. Trentaquattro anni di servizio, tanti ne ha fatti il vigile del fuoco Francesco Marando, 61 anni, capo del distaccamento di Volpiano e che adesso si godrà la meritata pensione dopo una vita passata tra incendi, salvataggi e interventi rischiosissimi. Sposato e con una figlia, Francesco Marando ha onorato il Corpo nazionale per più di tre decenni. Un pompiere, Marando, che nel dicembre 2024 ha anche ricevuto, dalle mani del prefetto Donato Cafagna, il prestigioso riconoscimento di Cavaliere della Repubblica, premio conferitogli dal Presidente Sergio Mattarella. Pompiere sì, ma anche professionista affermato nel mondo del lavoro, visto che Francesco è anche quadro aziendale Iveco. Per 34 anni è stato un instancabile volontario del Corpo nazionale. Dal 2013 ad oggi è stato la guida del distaccamento di Volpiano, coordinando una squadra affiatata di persone che ogni anno interviene in circa 600 emergenze, garantendo sicurezza e soccorso ai cittadini. Nel 2024, La sua dedizione e la sua professionalità sono stati riconosciuti a livello nazionale e il titolo di Cavaliere della Repubblica è stato un attestato ufficiale del suo impegno a favore della comunità.

Pompiere, Marando lo è diventato per caso. «E’ stato mio cugino a convincermi ad entrare volontario nel Corpo - ha raccontato - ma l’idea è nata quasi per gioco. Cosa penso ora che vado in pensione? Che sono passati 34 anni e non me ne sono accorto». La vita, il capo distaccamento l’ha rischiata eccome. Un episodio su tutti: «Eravamo a Torino, mia figlia era appena nata e c’era un incendio. Qualcuno aveva tolto una corda e non potevo più tornare indietro, per fortuna mi sono salvato. Tuttavia, dopo ogni evento cerco di dimenticare, di non guardarmi più indietro». Tantissimi i colleghi, tanti anche i comandanti che il “Cavaliere” Marando ha visto passare in 34 anni. «Li ringrazio tutti, siamo stati una squadra, perché da soli non si fa nulla. E ringrazio il Comune, che ci ha sempre supportato».

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