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15 Aprile 2026 - 09:10
La pentola di spaghetti con tracce di benzodiazepine
Sui social si faceva chiamare Francesca, 49 anni, di professione chef. Diceva di preparare cene prelibate di alto livello, ma si promuoveva sui siti di incontri. Lo scorso 6 febbraio, aveva organizzato un incontro a Venaria, a casa di un 68enne. Il figlio dell’anziana vittima, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. Nella camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato ed erano stati chiamati i carabinieri. Arrivati sul posto, i militari, dopo avere constatato che l'anziano era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri (bottino consistente in un orologio, 10mila euro, documenti e carte di credito) hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento. Una pentola di spaghetti ha dato un primo impulso alle indagini. Gli investigatori l'hanno trovata appoggiata sul tavolo della cucina e, analizzandola, sono spuntate tracce di benzodiazepine, lo stesso principio attivo trovato al sessantottenne.
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È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso ai carabinieri di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di video-sorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari negozi si sono poi resi necessari per accertare la complicità del suo compagno, di 63 anni, nel mettere a segno il colpo.
L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedie a rotelle; un asserito quadro clinico grave che l’aveva portata ad avanzare un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, smascherato dalle telecamere che l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva.

Le perquisizioni domiciliari hanno definitivamente rafforzato l'impianto accusatorio contro la coppia. Nelle loro disponibilità, i carabinieri del Nucleo operativo di Venaria hanno rinvenuto oltre 8mila euro in contanti, farmaci psicotropi (che il compagno si occupava di reperire), i beni sottratti al 68enne e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli. Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli, a conferma della lucida premeditazione del duo. La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi nell’Alessandrino, luogo di residenza della coppia. Resta aperta l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime.
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