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operazione maglie larghe
30 Aprile 2026 - 12:45
La maglie sportive erano taroccate: maxi sequestro da 700mila euro a Leini
Juventus e Inter ma anche le inglesi della Premier: Manchester City, Chelsea e Manchester United. E tante altre, anche di basket. Erano queste le magliette, tutte rigorosamente taroccate, che finivano in vendita ai tifosi di tutta Italia.
Si chiama “Maglie larghe” l’operazione che nelle ultime settimane ha portato la Guardia di finanza di Torino, coordinata dalla Procura di Ivrea, a smantellare un articolato sistema di vendita di abbigliamento sportivo contraffatto, con base operativa a Leinì e ramificazioni all’estero. Un’indagine che ha permesso di ricostruire un giro d’affari imponente, fondato sulla commercializzazione di maglie da calcio e basket false, prodotte in Cina e spedite direttamente ai clienti italiani ed europei attraverso piattaforme di e‑commerce.
Il punto di partenza è stato il monitoraggio dei marketplace online, dove gli investigatori hanno individuato inserzioni sospette e segnalazioni provenienti dai titolari dei marchi. Da lì, gli approfondimenti hanno portato a un operatore economico attivo nella vendita di prodotti sportivi contraffatti, titolare di tre siti web utilizzati per l’attività illecita. Secondo l’ipotesi accusatoria, nell’arco di due anni e mezzo avrebbe gestito oltre diecimila ordini, tutti evasi tramite imprese cinesi che realizzavano le maglie e le spedivano direttamente ai clienti finali con la formula del drop‑shipping, evitando così controlli e passaggi intermedi.
Le perquisizioni hanno permesso di acquisire dispositivi elettronici, documentazione bancaria e tracce informatiche che hanno delineato un quadro preciso: l’indagato avrebbe tratto un profitto illecito superiore al mezzo milione di euro, reinvestito poi in parte per acquistare nuovi stock di merce contraffatta, in parte per estinguere anticipatamente il mutuo della propria abitazione e in parte per operazioni finanziarie. Proprio da queste ultime sarebbe emerso un ulteriore filone di autoriciclaggio, con guadagni stimati in circa 150 mila euro.
Alla luce degli elementi raccolti, il Gip di Ivrea ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità per oltre 700 mila euro. I finanzieri del Nucleo di polizia economico‑finanziaria hanno così congelato conti correnti, un immobile, un’autovettura e i tre siti web riconducibili all’indagato.
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