A tre giorni dall’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio per entrare nei locali, i dubbi tra ristoratori e baristi sono ancora tanti. Tra le preoccupazioni di dover assumere il ruolo di controllori, a fronte di certificati falsi che impazzano su Telegram, e il non obbligo vaccinale del personale che potrebbe disincentivare i clienti a sedersi a tavola al chiuso. Ma i timori riguardano anche i dehors che, secondo alcuni, potrebbero riempirsi di “No Vax”. Altri invece lamentano ancora una volta l’assenza di tavolini fuori e il probabile calo del fatturato. In generale la sensazione è quella di una grande confusione. «Abbiamo provato l’applicazione in anteprima insieme a clienti e commercianti ed è emerso che il primo Green Pass non è più valido per chi ha ricevuto la seconda dose di vaccino, peccato che il secondo certificato verde non arrivi subito» spiega Claudio Ferraro, direttore di Epat. «I timori riguardano anche i Green Pass falsi - sottolinea Ferraro -, i ristoratori non possono chiedere i documenti ai clienti per verificarne l’identità accertando che il certificato presentato corrisponda effettivamente al nome associato al Qr code». Le stesse perplessità sono state evidenziate anche da Confesercenti che punta l’attenzione anche su un altro aspetto ancora da chiarire: «Al momento non c’è l’obbligo di vaccinazione per il personale di bar e ristoranti. Speriamo che non scatti in questi giorni altrimenti il rischio è quello di restare sotto organico, considerando la carenza di personale già riscontrata». I ristoratori stanno già correndo ai ripari come possono. «Farò un cartello dove vieto espressamente l’ingresso ai non vaccinati e in cui critico il ruolo di controllori che il governo ci ha imposto - sottolinea Georgia Margarone, titolare di Tacos Locos, un piccolo punto ristoro messicano di via Principe Amedeo. Qui il problema è l’assenza di un dehor. «Di certo da giovedì calerà il fatturato - spiega Georgia - perché dovrò fare a meno di una fetta di clientela che non si vaccina». In piazza Vittorio non c’è il problema del dehor ma molti ristoratori e baristi temono che possano riempirsi di No Vax. «Fuori sarà il caos e ci sarà da discutere - spiega Roberto Rossetto, direttore del Porto di Savona -, temo che all’inizio ci saranno meno clienti». Luca Tomagra, titolare del ristorante Da Michele ha preso un’altra decisione: «Non farò entrare dentro nessuno se non in caso di maltempo. Ho già ordinato nuovi funghi riscaldanti per l’autunno. Certo il Green Pass non è il massimo ma è sempre meglio di non lavorare». A creare scompiglio è anche il tema delle vaccinazioni al personale. «Io che non sono vaccinato che faccio? Non devo più lavorare? Non si capisce nulla - protesta Gianluca Di Maggio, dipendente del Dual in piazza Carlo Alberto
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-. E poi se mi prenotano una tavolata con che faccia dico a uno di restare fuori perché non ha il Green Pass?».
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