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TUFFI. Addio con trionfo, Cagnotto vince e si ritira: "Nessun rimpianto"

Olympic Games 2016 Diving

Tania Cagnotto

"La delusione di Londra mi è servita più di quanto pensassi: senza non sarei diventata quella che sono oggi. Mi ha fatto crescere, anche a livello mentale, da lì in poi sembrava tutto già scritto, un destino che mi ha fatto poi chiudere in bellezza". Così Tania Cagnotto nel giorno del suo ultimo tuffo nella Piscina Monumentale di Torino. Tania ha vinto i Campionati Italiani Assoluti dal trampolino da un metro e dopo 41 medaglie in competizioni internazionali, dice addio alla pedana.

BOLZANINA DI NASCITA, MA TORINESE D'ADOZIONE "Adesso è così, ma mai dire mai. Laura Wilkinson ha 39 anni e vuole andare a Tokyo. Non vorrei rimangiarmi le parole....". Non poteva esserci happy and migliore per l'atleta bolzanina, 32 anni dopodomani, ma torinese d'adozione. Qui è nato Giorgio, suo papà e suo allenatore, qui ha conquistato due ori e un bronzo agli Europei del 2011 e non è un caso se la Città gli consegnerà la cittadinanza onoraria, che non è arrivata oggi soltanto per qualche incomprensione politica in Consiglio comunale.

LA LACRIMA PRIMA DELL'ULTIMO TUFFO "Prima dell'ultimo tuffo mi stavano scendendo le lacrime, di solito non capita ma oggi è stata una giornata particolare", racconta, il timbro della sua voce inconfondibile come il mezzo rovesciato carpiato con cui oggi ha concluso la sua serie di tuffi, prima di concedere una 'bomba' ai fan che gliela avevano chiesto a gran voce sui social nei giorni scorsi. "Ero agitata, avevo paura di sbagliare tuffo", rivela la Cagnotto, tornata a rivivere le emozioni di inizio carriera. "L'adrenalina ha fatto miracoli, ho sentito il cambiamento in gara, trovando più forza, più concentrazione".

L'ABBRACCIO CON PAPA' GIORGIO Tanta gioia per l'abbraccio del suo pubblico, che l'ha applaudita anche davanti al maxischermo allestito fuori dalla piscina. "Sono stati anni bellissimi. Ma questo è un addio, almeno oggi è così, e Torino è il posto perfetto per fare l'ultima gara". Da domani il vero nemico sarà la malinconia: "Ci sarà la leggerezza dopo anni di gare, ma parlando con ex atleti mi hanno detto che la nostalgia non finirà mai. Mi piacerebbe essere presente alle gare in un'altra veste". Magari da allenatrice, oppure, seguendo le orme della Wilkinson, con un rientro ad effetto. Nella vita, mai dire mai.

AVEVO IL RIMPIANTO DI LONDRA "Non dimenticherò mai nella mia vita l'oro mondiale, ogni volta che vedo quelle immagini mi viene la pelle d'oca - spiega la fuoriclasse bolzanina, vincitrice di un argento ed un bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro - Tante sono state le persone importanti, i miei genitori, lo staff tecnico, la finanza, che mi ha sempre sostenuto e senza la quale non sarei mai arrivata qui, e, inutile dirlo, la federazione. Se ho dei rimpianti? Avevo il rimpianto di Londra, ma è semplicemente successo e ora non ne ho, tutto e' andato come speravo".

FUTURO TECNICO DELLA NAZIONALE GIOVANILE Cagnotto, figlia d'arte, lunedì compirà 32 anni. Il suo futuro, fuori dalle gare, potrebbe essere da tecnico, magari nella nazionale giovanile: "La voglia c'è, me ne sono accorta già nell'ultimo anno che mi piaceva poter trasmettere qualcosa ai compagni di squadra e ai giovani. Sono fiera di essere riuscita ad appassionare le persone, nel bene e nel male. Dopo Londra giovani ed anziani mi abbracciavano piangendo, è una delle cose che più mi ricordero'".

HO BISOGNO DI GODERMI LA VITA Unitasi in matrimonio lo scorso settembre con Stefano Parolin, la tuffatrice europea più vincente di sempre vuole ora affrontare ogni step con serenità. "Diventare mamma? Non posso e non voglio programmare almeno questo nella vita. Ho bisogno di godermi la vita e di un po' di tregua. In futuro sì, e vorrei anche più di un figlio, ma con calma, senza fretta...".
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