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SCI ALPINO

Italdonne, problema gigante ma è tornata Federica Brignone: «Il mio fisico sta bene»

A Kranjska Gora vince Camille Rast, sesta Lara Colturi con Della Mea decima e Goggia undicesima mentre a Pozza di Fassa la Tigre valdostana si allena con le compagne

Federica Brignone

Federica Brignone è tornata (foto IG@federicabrignone)

Il 2026 dello sci italiano, ad un mese dal via delle Olimpiadi di Milano Cortina, non è cominciato con un podio ma con un'ottima notizia comunque sì. A Pozza di Fassa, insieme al gruppo delle velociste italiane, è tornata in pista con loro anche Federica Brignone. E per lei ha il sapore della liberazione, in attesa di rivederla forse in Coppa prima dei Giochi.

Il gigante di Kranjska Gora è stato vinto con merito da Camille Rast: a chiuso in 2'00”09, battendo per 20 centesimi l'austriaca Julia Scheib che conserva comunque il pettorale rosso di specialità e per 47 centesimi la statunistense Paula Moltzan. Poi ha dedicato il successo a tutti i morti nella terribile tragedia di Crans Montana, perché lei arriva dallo stesso Canton Vallese. Prima delle italiane, almeno per passaporti, la 'solita' cesanese Lara Colturi per l'Albania: era terza a metà gara, sesta alla fine. Bene Lara Della Mea, retrocessa dall'ottava alla decima piazza e anche Sofia Goggia che ha rimonstato dalla 26esima all'undicesima posisione.

A nove mesi precisi dal suo incidente, invece, la Tigre Brignone è tornata in gruppo. «Il mio fisico sta bene – ha raccontato ai microfoni della Rai – anche se ovviamente la gamba si sta adattando a pressioni e condizioni diverse. Emozione? Sono contenta di essere di nuovo in giro, nel mio mondo e con la squadra. Non avremmo dato 2 euro di essere qui oggi, quindi è già tutto un di più. Obiettivo Olimpiadi? In questo sport anche quando sei in forma, vincere una medaglia è già tanta roba e io sto solo cercando di avere migliori sensazioni. Se ci riuscirò bene, altrimenti non c’è problema».

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