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Verso Juve-Benfica, Spalletti Vs Mou tra frecciate (e telefonate): ecco cosa si sono detti ma ora...

Mercoledì sera all'Allianz Stadium il match contro i lusitani dello Special One: "E' uno scontro diretto"

Verso Juve-Benfica, Spalletti Vs Mou tra frecciate (e telefonate): ecco cosa si sono detti ma ora...

A sinistra Mourinho, a destra Spalletti

Archiviare Cagliari come un incidente di percorso e girare subito pagina, tornando a essere la Juve intravista a lunghi tratti contro la Cremonese e per buona parte di questo inizio di 2026. Questa sera arriva il Benfica di José Mourinho. «Contro il Benfica è uno scontro diretto - le parole di Spalletti alla vigilia del match contro i portoghesi -, è una sfida importante per noi e per loro». I bianconeri hanno 9 punti, a 180 minuti dalla fine i tre scenari possibili sono chiari: una vittoria garantirebbe almeno i playoff e permetterebbe di sognare ancora; un pareggio non sarebbe da buttare via anche se avrebbe il sapore dell'occasione mancata; una sconfitta costringerebbe la squadra a vivere 90 minuti da brividi a Monaco nell'ultima giornata di mercoledì prossimo.

Spalletti rispetta molto il Benfica, «Come tutte le squadre portoghesi ti crea una ragnatela che rischia di intrappolarti», le parole sulla formazione lusitana, e soprattutto l'allenatore che si troverà di fronte: «Nelle gare dove c'è Mourinho si alza il volume del calcio e sono orgoglioso di essere sulla panchina avversaria». Tra il toscano e lo Special One, in passato, ci sono stati anche simpatici siparietti: «Nel primo periodo ci siamo detti qualcosa - ha ricordato -, lui più di me perché sotto questo aspetto vince sempre, ma poi ci siamo sentiti al telefono tante volte e sarà bello ritrovato dopo un po' di tempo anche perché ci siamo stimati e apprezzati. Che vino gli offrirei da bere? Uno dei miei, magari rosso diretto che così lo buttano fuori (ride, ndr)».

Dopo le battute, Spalletti torna serio quando si tratta di parlare di futuro personale: «E' un discorso che risolveremo all'ultima settimana della nostra convivenza, si va avanti così con coerenza - ha tagliato corto ancora una volta l’ex commissario tecnico della Nazionale italiana - ma nel calcio si cambia idea facilmente, non ho fatto nulla per meritarmi tutto ciò: la Juve ha avuto allenatori fortissimi e ne troverà altri, io se voglio allenare un'altra squadra spero di trovarla».

Ben più in fretta, entro il prossimo 2 febbraio alle 20, bisognerà risolvere i nodi sul mercato: «Sono domande per i dirigenti e non per me, io faccio un altro mestiere - ha spiegato ancora Spalletti sugli eventuali rinforzi - e ripeto sempre lo stesso concetto: sono fiducioso di poter lottare per gli obiettivi con i giocatori che ho, il mio pensiero rimane questo fin dall'inizio». A proposito, Spalletti ha praticamente tutta la rosa a disposizione: gli unici bianconeri ad aver saltato la rifinitura sono stati Rugani, Milik e Vlahovic, per il resto il tecnico tiene aperti i ballottaggi Miretti-Conceicao e David-Openda. A centrocampo, per un posto al fianco di capitan Locatelli, scalpita Thuram: «Non guardiamo la classifica, ma sappiamo bene che contro il Benfica sarà una partita molto importante perché quando sei alla Juve giochi sempre per vincere», ha dichiarato il francese. 

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