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PIANETA bianconero

Retroscena Yildiz: da zero a 130 (milioni), il valore è alle stelle: "Ecco perché ho scelto la Juve.."

Il talento turco sta ripagando la fiducia della società a suon di assist e gol

Retroscena Yildiz: da zero a 130 (milioni), il valore è alle stelle: "Ecco perché ho scelto la Juve.."

A sinistra Spalletti, a destra Kenan Yildiz

Da zero a centotrenta, milioni di euro: zero è la cifra che la Juve non ha esborsato per portarlo dalla Baviera a Torino. Centotrenta milioni, invece, è il valore attuale di Kenan Yildiz, secondo il Cies. Il talento turco, “la stella” nella lingua del suo paese, preferisce giocare a sinistra ma dalle colonne del Corriere dello Sport, in una lunga intervista, si è confessato a tutto campo. «La Juventus è sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano - ha detto Kenan sul rinnovo -. Hanno fatto tutto i miei genitori, questa è sempre stata la mia idea: io penso al mio lavoro, al resto provvedono loro».

«Non ho mai giocato per il denaro - ha aggiunto -, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempio. Non per soldi, non ce ne furono - ha spiegato - Tanti problemi al Bayern. Ci sono stato undici anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale, andare via».

A proposito di Spalletti «è un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni», ha svelato Yildiz. Il ragazzo di Ratisbona, però, non dimentica Allegri. «Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata - ha aggiunto -. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale. La scelta di indossare la maglia della Nazionale Turca? In Germania non mi consideravano, non ero buono, chiamavano sempre un altro. Non ero soltanto io ad avere una certa consapevolezza delle mie capacità. Da ragazzino in tutti i tornei ai quali partecipavo venivo premiato come mvp. A otto anni giocavo contro quelli di 18, io piccolino».

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