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Beni confiscati, il Piemonte apre al Terzo Settore: “Più forza ai progetti sociali contro le mafie”

Via libera agli enti del volontariato per il riutilizzo sociale

Beni confiscati, il Piemonte apre al Terzo Settore: “Più forza ai progetti sociali contro le mafie”

Un passo in più nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La Regione Piemonte apre anche agli Enti del Terzo Settore la possibilità di partecipare ai bandi per il recupero e la gestione degli immobili sottratti alle mafie. L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale al contrasto alle mafie Maurizio Marrone, intervenuto insieme a don Luigi Ciotti durante la presentazione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno si terrà a Torino.

La novità riguarda in particolare quei casi in cui i Comuni non riescono o scelgono di non prendere in carico i beni confiscati: in queste situazioni potranno subentrare direttamente le realtà del volontariato e del Terzo Settore, a condizione che abbiano ottenuto la gestione degli immobili tramite l’Agenzia nazionale. L’obiettivo, spiegano dalla Regione, è ampliare le possibilità di riutilizzo concreto di questi spazi, rafforzando il ruolo di associazioni e organizzazioni che operano quotidianamente sul territorio con progetti sociali e iniziative legate alla legalità.

Vogliamo aumentare l’impatto degli interventi - ha sottolineato Marrone - sostenendo non solo i Comuni ma anche quelle realtà che portano avanti attività sociali fondamentali, soprattutto in un contesto come quello piemontese dove il livello di infiltrazione mafiosa resta preoccupante”. Negli ultimi anni il bando regionale è già stato potenziato, con un incremento delle risorse destinate agli enti locali. Nell’ultima edizione, relativa al 2025, sono stati finanziati 23 Comuni per un totale di oltre un milione di euro, destinati sia alla riqualificazione degli immobili sia allo sviluppo di progetti sociali al loro interno.

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