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MOTOGP

Motomondiale a Jerez, Bagnaia rassegnato: «Il Dna è lo stesso del 2025»

Dopo le gare extraeuropee e la lunga pausa, la stagione ricomincia dalla Spagna con le Ducati ancora in cerca della loro vera identità

Pecco Bagnaia riparte da Jerez

Pecco Bagnaia riparte da Jerez (foto IG@pecco63)

Anno nuovo, moto vecchia. O meglio, vecchie concezioni, perché in fondo la Ducati nell'ultimo lustro è stata quasi imbattibile ed è meglio aspettare il 2027, anno della vera rivoluzione tecnica, per cambiare tutto. Ecco perché Pecco Bagnaia sta facendo ancora terribilmente fatica e non si aspetta molto di nuovo anche nel weekend di Jerez.

«Sembra che durante tutto il fine settimana di gara non avremo molte parti nuove da provare, mentre ai test di lunedì ci sarà qualcosa. Spero che sia utile per andare nella giusta direzione. Conosco benissimo il mio potenziale, so bene dove posso stare e quanto posso ottenere in pista. Le volte in cui ho avuto la possibilità di farlo, sono sempre stato davanti e per me parlano i risultati». Pessimi nella passata stagione, modesti ora: «Da due anni invece sto facendo molta fatica perché il Dna della GP25 e della GP26 è lo stesso e non mi permette di esprimermi al 100%. Guido sempre molto in difesa, non riesco ad affidarmi completamente alla moto e questo non mi permette di essere veloce. Il mio punto forte è sempre stato la staccata e l’ingresso in curva, ma con questa moto non posso più sfruttarlo».

Non lo consola nemmeno vedere che anche le altre Desmosedici, compreso Marc Marquez, stanno facendo fatica: «So con certezza che Ducati ha iniziato a lavorare duramente sulla GP26 per adattarla meglio allo stile dei suoi piloti e per vedere se possiamo fare un passo avanti su questa pista. Dai dati emerge chiaramente che la moto si comporta in modo inaspettato. L'anno scorso facevo fatica mentre Marc era contentissimo della moto. Quest'anno sembra di no e i nostri commenti sono simili. Così è anche per Alex, che nel 2025 era molto competitivo e ora sta facendo tanta fatica. Ci troviamo più o meno tutti sulla stessa barca, stiamo collaborando per migliorare. Questa moto è difficile da fermare. È un po' il problema che avevo io l'anno scorso».

Al contrario invece Marco Bezzecchi e l'Aprilia volano, tanto che Marquez li ha apertamente indicati come favoriti per il Mondiale. Il romagnolo abbozza: «Sono contento che l'abbia detto, perché se arriva da lui è sempre una buona cosa. Ma alla fine è come un nuovo inizio. Abbiamo avuto una pausa abbastanza lunga, quindi tutti hanno avuto il tempo per lavorare: piloti, team e soprattutto gli ingegneri, per cui vedremo». La lunga attesa lo ha aiutato o gli ha messo pressione? «Semplicemente, sono contento di come è andata. Sappiamo che ci sono ancora alcune cose da sistemare, ma bisogna essere soddisfatti di quanto fatto».

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