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Il retroscena di Stellantis

Il piano di Stellantis: via (altri) 1.000 lavoratori e una fabbrica ai cinesi. Ecco cosa sappiamo

Le trattative con Dongfeng per lo stabilimento di Cassino e le uscite volontarie anticipate

Il piano di Stellantis: via  (altri) 1.000 lavoratori e una fabbrica ai cinesi. Ecco cosa sappiamo

Oltre mille lavoratori via da Stellantis, mentre il Gruppo prepara la "cessione" di almeno uno stabilimento ai cinesi. Numeri e strategie che, a meno di un mese dalla presentazione del nuovo piano industriale, arrivano proprio nel giorno in cui i dati delle immatricolazioni a livello europeo sembrano confermare la ripresa del gruppo guidato dal ceo Antonio Filosa. Ma a che prezzo?

I lavoratori sono quelli coinvolti nel nuovo piano di uscite volontarie incentivate: ossia, soldi per lasciare il posto di lavoro. Dopo i 121 di Mirafiori e degli altri stabilimenti torinesi, resi noti poco tempo fa, oggi arriva la notizia di una procura di uscite incentivate per 425 lavoratori nello stabilimento di Melfi (dove già l'anno scorso uscirono in 500) su 4.500 totali. A loro, come rimarca la Fiom in una nota, si aggiungono quelli annunciati negli altri siti: 150 a Pomigliano (dove si fabbrica la Fiat Pandina), 302 ad Atessa, 50 a Termoli. In totale, 1.048.

Siamo lontani dai numeri dell'epoca Tavares, quando il piano di uscite volontarie superò le 5.000 persone, ma certo dà l'idea che in Stellantis si stia procedendo a un "ringiovanimento" della forza lavoro, o allo snellimento

Al tempo stesso, prende sempre più forma l'ipotesi di cessione, da parte del gruppo presieduto da John Elkann, di uno o più stabilimenti in Europa. Il motivo? La sovracapacità produttiva: di fatto, le fabbriche Stellantis lavorano molto al di sotto delle loro potenzialità. Per questo l'idea - oltre a quella di trasferire parte della produzione del partner Leapmotor -, o per meglio dire il piano vero e proprio - è quella di "affittare" o cedere gli stabilimenti a un altro produttore: i cinesi di Dongfeng, con cui sono in corso trattative. In Italia, lo stabilimento individuato è quello di Cassino. Poi, gli altri sarebbero quello di Rennes, in Francia, uno a Madrid e l'ultimo in Germania.

Di queste trattative è a conoscenza anche il governo, che sostanzialmente avrebbe dato un "via libera" condizionato ad accordi per il mantenimento della forza lavoro (al netto dello snellimento in atto). Si tratta di elementi che trapelano, in attesa del piano industriale che il ceo Antonio Filosa presenterà all'Investor Day del 21 maggio.

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