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teatro regio
02 Gennaio 2026 - 11:09
Una scena de "La Cenerentola!", opera di Gioachino Rossini
Inizia domani, sabato 3 gennaio alle 11, la vendita dei biglietti per l’Anteprima Giovani dello spettacolo La Cenerentola, uno dei capolavori più vivaci, raffinati e sorprendenti di Gioachino Rossini, in scena sabato 17 gennaio alle 20. Lo spettacolo è riservato al pubblico under 30. I biglietti a 10 euro sono disponibili on line e alla biglietteria, fino a esaurimento dei posti disponibili. Il 2026 si apre al Regio nel segno di Rossini con tre debutti: Antonino Fogliani, tra i maggiori specialisti del repertorio belcantista e Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, dirige Orchestra e Coro del Teatro Regio; Manu Lalli alla regia del fortunato e acclamato allestimento del Maggio Musicale Fiorentino; Vasilisa Berzhanskaya, mezzosoprano di eccezionale estensione vocale, nel ruolo della protagonista.
Accanto a lei, un cast d’impronta rossiniana - Nico Darmanin, Roberto de Candia, Carlo Lepore, Maharram Huseynov e le artiste del Regio Ensemble Albina Tonkikh e Martina Myskohlid - il Coro del Teatro Regio istruito dal maestro Piero Monti che sostituisce temporaneamente il maestro Ulisse Trabacchin. Nell’allestimento firmato da Manu Lalli, la dimora di Don Magnifico è una casa dai caldi rimandi sette-ottocenteschi, con magnifiche scene dipinte ed elementi architettonici creati da Roberta Lazzeri. Qui Cenerentola corre senza sosta per soddisfare i capricci della famiglia, ma trova rifugio nei libri: il suo amore per la lettura, voluto dalla regia, tratteggia una figura moderna e determinata, vicina al pubblico contemporaneo e in netto contrasto con la vanità di Clorinda e Tisbe, eternamente alle prese con specchi e merletti.
Pur nella sua veste sorridente e giocosa, La Cenerentola è un’opera dal forte valore simbolico. La protagonista incarna un ideale di bontà che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca con il perdono e con la scelta di non rispondere alla violenza con altra violenza. In un mondo popolato da arrivismo, vanità e meschinità, Cenerentola diventa pacificatrice: ricuce i rapporti spezzati, offre una seconda possibilità persino a chi l’ha umiliata. La sua ascesa sociale non nasce da un incantesimo, ma da pazienza, intelligenza e compassione; il vero riscatto non coincide solo con il matrimonio principesco, ma con la vittoria della conoscenza e della bontà su ogni forma di prepotenza. È un messaggio che parla con forza anche al pubblico giovane: in questa Cenerentola rossiniana il perdono non è debolezza, ma una scelta radicale, capace di cambiare il destino dei personaggi - e, idealmente, lo sguardo di chi ascolta (vendita on line su www.teatroregio.torino.it e alla Biglietteria del Teatro Regio).
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