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L'INIZIATIVA

Roero che accoglie: l’Enoteca Regionale apre un 2026 di rete

Eventi, economie e accoglienza: Perosino guida la squadra, tra tartufi, vino, turismo e nuove alleanze

Roero che accoglie: l’Enoteca Regionale apre un 2026 di rete

Vivace, solida e, soprattutto, capace di fare squadra. L’Enoteca Regionale del Roero archivia un 2025 sorprendente, confermandosi non solo come vetrina dei grandi vini locali, ma come vero motore economico per tutta la "Sinistra Tanaro". Sotto la guida del presidente Marco Perosino e del suo staff, la sede di via Roma a Canale è tornata a essere il punto di riferimento per vignaioli, ristoratori e turisti.

 I segnali di ripresa sono concreti: i Comuni sono tornati a sostenere l'ente (l'ultimo ingresso è quello di Monteu) e la struttura ha imparato a "vendere" meglio il brand Roero. "Siamo in equilibrio tra costi e qualità dell’accoglienza" ha spiegato Perosino durante l'incontro alla Confraternita di San Giovanni, e questo ci spinge a migliorare ancora l'offerta per il 2026.

Il nuovo anno inizierà col botto già domenica 11 gennaio con la kermesse dedicata ai cercatori di tartufi e ai loro cani, un mix di cultura e gastronomia che attira visitatori da tutto il Piemonte. Ma l'ambizione del Roero va oltre i confini regionali. Il presidente del Distretto del Cibo, Silvio Artusio Comba, ha annunciato partnership di prestigio: dal Salone del Gusto alle tappe piemontesi del Giro d’Italia, fino alle Atp Finals di Torino.

C'è anche un pizzico di orgoglio nazionale: persino Roma ha bussato alla porta. La Capitale vuole infatti creare un proprio Distretto del Cibo e ha chiesto aiuto proprio all'esperienza roerina. Un riconoscimento che premia la capacità di "fare sistema" tra Enoteca, sindaci e associazioni.

L'enologo Gianfranco Cordero e Massimo Corrado (Go Wine) hanno però ricordato le sfide del futuro: non basta fare un buon vino, bisogna creare "esperienze" in cantina. Un occhio di riguardo andrà anche ai prezzi: "I vignaioli non sono felici dei ricarichi eccessivi applicati da alcuni ristoranti", è stato il monito durante la tavola rotonda. La sfida per il 2026 è lanciata: il Roero vuole restare un "sogno" accessibile, dove chiunque possa sentirsi a casa.

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