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L'iniziativa
26 Febbraio 2026 - 18:15
Durante la conversazione “davanti a un caffè” tra il rettor maggiore dei Salesiani, Don Fabio Attard e Alessandra Bianco, Corporate Communication Director di Lavazza Group, con Alfonso Balsamo
Non è stato solo un evento di presentazione, ma un manifesto programmatico per il futuro dei giovani e del lavoro in Italia. Dal Teatro Grande Valdocco, nella Casa Madre dei Salesiani, si è alzato il sipario sull’edizione 2026 dell’Esposizione Nazionale dei Capolavori dei Settori Professionali, con un unico scopo: promuovere la formazione come vero motore dello sviluppo. Promossa dalla Fondazione Cnos-Fap Ets, la giornata ha voluto trasmettere come i giovani non siano un problema da gestire, ma una risorsa strategica per il Sistema Paese.
Oltre 110 le aziende presenti, hanno testimoniato la vicinanza ormai consolidata tra centri di formazione professionale e tessuto produttivo. La mattinata è stata moderata da Alfonso Balsamo, Advisor Education di Confindustria, in un incontro costruito come una conversazione “davanti a un caffè”, in omaggio alla storica “diplomazia del caffè” di Don Bosco. Sul palco, il rettor maggiore dei Salesiani, Don Fabio Attard e Alessandra Bianco, Corporate Communication Director di Lavazza Group.
Dal dialogo sono emerse alcune grandi direttrici, come la necessità di investire in un nuovo capitale umano che integri competenze tecniche, soft skills ed etica, di fare dell’inclusione un vero vantaggio competitivo e di rafforzare l’alleanza tra formazione e imprese attraverso una co-progettazione capace di ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. «La formazione è basilare» - ha sottolineato Alessandra Bianco - e deve lavorare non solo sulle competenze tecniche, ma anche sull’atteggiamento, sulla capacità di stare insieme e di costruire. I giovani che entrano in azienda devono essere consapevoli del proprio valore, ma anche capaci di far brillare chi lavora accanto a loro.
Un concetto ripreso anche da Don Fabio Attard, che ha invitato a «generare il futuro oggi», restituendo ai giovani fiducia, responsabilità e centralità. Tra gli interventi istituzionali, quello dell’assessore Andrea Tronzano, che ha ribadito il ruolo strategico della formazione professionale per la crescita del territorio.
«La formazione è un booster per tutti noi. Investire sui ragazzi secondo le loro attitudini, anche quando scelgono un percorso manuale, è una scelta giusta, perché ogni lavoro ha dignità e valore». Tronzano ha evidenziato come il Piemonte stia puntando su filiere innovative, dalla microelettronica all’aerospazio, e come sia fondamentale sostenere enti formativi capaci di intercettare e sviluppare i talenti dei giovani.
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha ricordato il legame storico tra la città e i Salesiani. «Il lavoro e la formazione professionale sono, fin dalla fondazione della congregazione, strumenti di riscatto umano e sociale». Celebrare qui, a Valdocco, questo percorso significa riconoscere una tradizione che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del territorio. E ha aggiunto un messaggio rivolto alle nuove generazioni, di «cercare la propria strada, di non avere paura del futuro». La formazione professionale salesiana è da sempre capace di coniugare innovazione e competenze, restando al passo coi tempi.
Per Don Giuliano Giacomazzi, direttore generale della Fondazione, la sfida va oltre l’occupabilità. «L’obiettivo è offrire ai ragazzi un’esperienza formativa che costruisca la persona. Il lavoro non è solo uno strumento per sopravvivere, ma un’espressione di sé, dove mettere il meglio che si ha». Durante l’evento sono state consegnate le borse di studio donate da Cambielli e presentata ufficialmente l’Esposizione dei Capolavori 2026 da Matteo Dittadi, referente nazionale del Settore Grafico.
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