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il Nuovo monumento
14 Gennaio 2026 - 17:30
È stato collocato a Torino il monumento “A Giulia di Barolo”, indicato come il primo dedicato a una donna della storia torinese
È stato collocato a Torino il monumento “A Giulia di Barolo”, indicato come il primo dedicato a una donna della storia torinese. L’opera è installata sulla facciata della storica residenza di Palazzo Barolo, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane.
La scultura, in bronzo, è realizzata da Gabriele Garbolino Rù con curatela artistica di Enrico Zanellati. Raffigura due figure femminili: Giulia di Barolo e una donna detenuta che la marchesa tiene tra le braccia. Per la progettazione l’autore ha lavorato sui ritratti conservati a Palazzo Barolo e su testi attribuiti alla marchesa, tra cui le “Memorie sulle carceri”, elaborando una rappresentazione in dialogo con l’architettura dell’edificio.
Giulia di Barolo (1786–1864) è ricordata per attività di assistenza rivolte alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo (1782–1838), per iniziative di carattere sociale ed educativo. Tra queste viene citata la fondazione del Distretto Sociale Barolo, nato come luogo di accoglienza per donne uscite dal carcere. Per entrambi è in corso un percorso ecclesiale: risultano Venerabili (lei dal 2015, lui dal 2018) e viene indicato l’avvio del processo di beatificazione.
La collocazione della scultura è accompagnata da un fine settimana di iniziative tra Palazzo Barolo e il Distretto Sociale Barolo. Il programma prevede visite guidate, momenti di spettacolo e attività per famiglie e scuole, con una chiusura affidata a un concerto e a una celebrazione religiosa nella chiesa di Santa Giulia. In parallelo è prevista la possibilità di visitare gli spazi del palazzo, che ospita anche il MUSLI – Museo della Scuola e il Pop-App Museum, e di conoscere le attività del Distretto Sociale, oggi sede di associazioni che offrono servizi di assistenza e beni di prima necessità.
Il progetto è stato sostenuto economicamente dall’azienda “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” tramite la Famiglia Abbona. L’opera, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, è alta 2,30 metri, pesa 170 chilogrammi, sviluppa una superficie di 4 metri quadrati ed è collocata a circa 4 metri da terra. La realizzazione ha richiesto due anni tra ricerca, modellazione, fusione, assemblaggio e patinatura.
L’iniziativa è collegata alle attività dell’Opera Barolo, ente fondato per disposizione testamentaria della marchesa. L’Opera opera tuttora in ambito sociale e culturale; la presidenza è indicata in capo all’Arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole.
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