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Cumiana
21 Gennaio 2026 - 13:41
Il controllo delle uova
Sono 48 i pinguini africani ospitati nella colonia del bioparco Zoom, 48 esemplari di una specie protetta poiché in serio pericolo di estinzione, stando alla Lista Rossa IUCN. È pertanto fondamentale il periodo controllo delle uova da parte dei veterinari del bioparco che ad oggi hanno contato due pulcini già nati e cinque uova ancora in attesa di schiudersi entro la fine del mese. Il monitoraggio da parte del personale di Zoom viene effettuato con molta attenzione prima di riconsegnare le uova al calore dei propri nidi. Un'operazione fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei futuri pinguini di Zoom che ospita la colonia più popolosa d'Italia di questa specie.
“Non appena le uova arrivano in clinica - spiega Sara Piga, medico veterinario del bioparco Zoom Torino - procediamo immediatamente alla speratura, tecnica non invasiva che, attraverso una fonte luminosa in condizioni di buio, permette di osservare lo sviluppo dell'embrione all'interno dell'uovo. In questo modo possiamo verificarne la vitalità, monitorare lo stato di crescita e individuare eventuali criticità, riducendo al minimo i tempi di manipolazione. Gli ultimi minuti sono dedicati invece alla rilevazione del battito cardiaco embrionale, che nelle fasi immediatamente precedenti alla schiusa può arrivare anche a 150 battiti al minuto”.
Non tutto però va sempre nella direzione attesa.
“Può capitare che l'uovo non sia fecondato e che non sia presente alcun embrione. In questo caso lo riportiamo comunque ai genitori, permettendo loro di proseguire regolarmente la cova senza interferenze, per accorgersi naturalmente che il pulcino non nascerà e acquisire esperienza utile per le deposizioni successive”. Sono in totale 17 le coppie stabili di pinguino africano a Zoom Torino, tra le colonie più grandi anche a livello europeo: solo lo scorso anno sono stati allevati con successo sette pulcini, oggi ancora riconoscibili per il piumaggio giovanile, privo delle tipiche macchie nere sul petto degli adulti. “Permettere a questa colonia di avere un buon successo riproduttivo – conclude Piga – significa offrire una speranza a una specie che, tra Sudafrica e Namibia, è in continuo declino principalmente a causa della riduzione delle risorse alimentari. Lo spostamento delle principali prede, legato alle variazioni ambientali e ai cambiamenti nelle temperature marine, insieme alla competizione con la pesca industriale, rende sempre più difficile per i pinguini trovare cibo sufficiente per nutrire sé stessi e i pulcini, con ripercussioni dirette sulla sopravvivenza della specie in natura”.
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