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Palcoscenico
22 Gennaio 2026 - 07:00
Patrizia Pellegrino
È una commedia, sì, «ma non è una commedia leggera - dice Patrizia Pellegrino -. È forte, è profonda, tocca tutte le corde della vita, c’è il sorriso, la tristezza, l’allegria, la riflessione. Insomma, c’è tutta l’umanità in due ore». Sono le due ore di “Buoni da morire” di Gianni Clemente che debutta in prima nazionale venerdì 23 gennaio al Teatro Gioiello di Torino (in replica fino a domenica 25). Una produzione della Fabrizio Di Fiore Entertainment per la regia dello stesso Clemente. L’attrice e show girl napoletana nei panni di Barbara, moglie di Emilio (Bruno Maccallini), un cardiochirurgo di successo un po’ spocchioso e pieno di sé, mostrerà al pubblico quanto in fondo essere buoni per una missione a termine - come portare il cibo ai senzatetto la sera di Natale -, non sia poi, così difficile, ma se diventa una sfida permanente - e l’arrivo a casa sua di Ivano (Blas Roca-Rey), ex compagno di scuola e ora uomo alla deriva, lo dimostra -, beh, allora è tutta un’altra storia.
Come si trova nei panni di Barbara?
«Barbara ha molto di me, anch’io mi sento molto portata ad aiutare i disagiati, e anch’io, come Barbara, non sarei contenta di dover sopportare un marito così spocchioso».
Ansiosa per il debutto?
«Fisicamente sto morendo, ho la pressione alle stelle, ma sono talmente felice di essere parte di questo spettacolo che è pura poesia e che di sicuro non lascia indifferenti. Non tutte le attrici hanno la fortuna di recitare un testo così bello. Un testo che fa crescere nell’opinione di registi e produttori».
A Torino lo scorso anno aveva già portato lo spettacolo “Ho scelto di sorridere” tratto dalla sua autobiografia.
«Sì, e a Torino ho anche presentato il mio nuovo libro, “After the fall”. Il libro è dedicato alle ragazze di 16 e 17 anni ed è già alla seconda ristampa. Torino mi porta fortuna».
Preferisce scrivere o recitare?
«Tutto, a me piace fare tutto. Mi piacerebbe fare una fiction, avevo già lavorato con Luisa Ranieri nella serie “Le indagini di Lolita Lobosco”. Se Luisa la rifacesse avrei la parte già pronta. Rifarei il provino per “Tale Quale Show”, ne ho già fatti tre, non mi avevano preso, rifarei il quarto. Vorrei fare anche un musical. So ballare, sono ballerina professionista, per il canto, poi, non ho problemi».
Lei è nata in televisione?
«Sì, ero all’apice della mia carriera televisiva quando incontrai Pietro Garinei che mi disse: “Se vuoi migliorare come attrice lascia la televisione e vieni a teatro”. Così ho fatto. Mi sono fatta un c… così, non ho guadagnato niente, ma sono contenta, sono diventata brava. Garinei è stato uno dei due incontri più importanti nella mia vita artistica. L’altro è quello con Fabrizio Di Fiore».
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