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Anniversario

Gianni Agnelli 23 anni dopo, il ricordo dell'Avvocato tra tv e cinema

Sabato 24 gennaio 2003 moriva l'Avvocato: l'approfondimento su Rai Storia e a Comala

Gianni Agnelli 23 anni dopo, il ricordo tra tv e cinema

Il legame tra la città di Torino e il mondo Fiat, nonostante gli sforzi degli ultimi anni del gruppo per internazionalizzarsi sempre più dimenticando le sue origini piemontesi, è forte e saldo e le storie dei protagonisti di questa epopea familiare continuano ad appassionare il pubblico.

Domani, sabato 24 gennaio, ricorre l'anniversario numero 23 della morte dell'Avvocato Gianni Agnelli e Rai Cultura lo ricorda con un doppio appuntamento, in onda su Rai Storia. Si comincia alle 11,50 con lo speciale di Alessandro Chiappetta per il ciclo “Italiani”, con l’introduzione di Paolo Mieli. A ricordare l'Avvocato saranno l’ex Amministratore Delegato della Fiat, Cesare Romiti (scomparso nell’agosto 2020) a lungo suo stretto collaboratore, Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera, e Dino Zoff, per anni portiere della Juventus. Il racconto della vita di Gianni Agnelli coincide per alcune fasi con lo sviluppo della città di Torino, e dell’Italia intera, alla cui storia si sovrappone, addirittura, la parabola dell’Avvocato, così chiamato pur non avendo mai intrapreso la carriera forense.

Alle 18,10 è invece in palinsesto “Gianni Agnelli, in arte l’avvocato”, un documentario prodotto da La Presse in collaborazione con Rai Documentari, scritto da Stefano Cappellini, Emanuele Imbucci e Dario Sardelli, con la regia di Emanuele Imbucci, che ricostruisce il percorso dell’uomo, tra successi e cadute, in un ritratto che è riuscito a far luce sulla dimensione personale e intima di Agnelli grazie alle testimonianze originali di familiari, amici, collaboratori, storici, operai e giornalisti.

Non solo: domenica 25 gennaio a Comala, in corso Ferrucci, è stata organizzata la proiezione di “FiatAmlet” di Armando Ceste (ingresso libero e gratuito). Tra le vecchie fabbriche abbandonate della periferia della città un attore, Beppe Rosso, e un sociologo, Marco Revelli, fanno da guida in questo viaggio nella Torino post-industriale del nuovo secolo, cercando di ritrovare una memoria, in quei luoghi, di un lavoro che non esiste più.

Infine, a continuare questa tradizione, l'interesse di uno dei principali registi italiani di tutti i tempi, Marco Bellocchio, che nelle prossime settimane sarà in città per girare un film, “Falcon”, dedicato alla figura di Sergio Marchionne, a lungo manager alla guida del gruppo Fiat-Stellantis.

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