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Palcoscenico

Beppe Braida riporta in vita 'Attentato!' e svela: "Corona? Ha scoperto l'acqua calda, la tv non è meritocratica..."

Il comico torinese atteso sabato 31 gennaio sul palco del Teatro Italia di Borgaro con "Piano B"

Beppe Braida

Beppe Braida, torinese, classe 1965

«Quello che sta raccontando in queste settimane Fabrizio Corona è semplicemente la scoperta dell’acqua calda, perché sì, il mondo dello spettacolo in tv non è per niente meritocratico...». Lo afferma con la sua solita pungente leggerezza Beppe Braida, il comico torinese volto storico di “Zelig”, “Colorado”, solo per citarne alcuni dove, con il suo tormentone “Attentato!”, satira intelligente verso i Tg, ha fatto la storia della tv negli anni Duemila e ha definitivamente conquistato i palcoscenico dai quali, al contrario, non si è mai allontanato.

La sua media parla di 126 serate nel periodo estivo e oltre ottanta in quello invernale, quasi sempre sold out.

Sabato 31 giocherà in casa portando sul palco del Teatro Italia di Borgaro Torinese (ore 21) il suo nuovo esilarante “Piano B” scritto in collaborazione con Raffaele “Skizzo” Bruscella.

Pungente e diretto, Braida: è davvero così dura restare a galla nel mondo dello spettacolo?

«È la passione e il grande amore verso questo mestiere che mi hanno aiutato a non mollare mai».

In queste settimane “Zelig” è tornato in tv, ma sembra che abbia un po’ snobbato gli artisti torinesi...

«Io posso parlare per me, in effetti, sono perplesso. Sono stato per anni a “Zelig”, con loro ho scritto due libri e fatto dvd, non so quali siano i meccanismi in questo momento, ma tant’è».

Però il teatro non l’ha mai abbandonata...

«Certo, sono uno stakanovista degli spettacoli, ho un’agenda fittissima e serate sempre sold out. È la giusta risposta a chi pensa che io sia morto...».

Torino ha una grandissima scuola cabarettistica, però, a volte non basta.

«È proprio così, Torino ha la capacità di farsi portare via tutto ciò che ha “inventato”, compreso il cabaret».

Battute pungenti, assenza di tempi morti, frenesia: ma com’è diventato un comico?

«Io ho sempre voluto fare il comico, fin da quando ero piccolo. Ma non è stato facile per me, sono figlio di operai e nella vecchia Torino industriale non era certo facile studiare recitazione. Avrei voluto frequentare il Centro di Cinematografia di Roma ma non avevo i mezzi».

E come fece?

«Con tanta, tanta gavetta. A quei tempi si faceva cabaret ovunque, in ogni locale della città, anche per strada. Iniziai giovanissimo, mi sono formato con l’esperienza, tirando fuori ciò che avevo dentro».

Torniamo a “Piano B”, com’è nato?

«Tutta colpa del Covid, è nato dopo il lockdown in seguito al quale le persone non sono più le stesse, sono tutte fuori di testa. E poi i social, rovinano i rapporti e ti spingono a essere perfetto. E vogliamo parlare di quelli che postano le foto dei piatti? Quelli sono i peggiori, ma perché lo fanno? Per Torino ci sarà anche una sorpresa».

Che ovviamente ci deve svelare...

«Sabato sera farò vedere il mio primo video, da dieci anni a questa parte, dedicato al ritorno del Tg di “Attentato”, è giunto il momento di riportarlo in vita».

Ieri era Berlusconi oggi, ovviamente...

«Sì, Giorgia Meloni, ma non voglio andare oltre, sarà una sorpresa».

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