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Il personaggio

Un anno senza Massimo Carpi: lo "stilista" del Futurismo

Inventò il marchio Emanuel Zoo annullando i confini fra moda e grande arte

Massimo Carpi

Massimo Carpi e Emanuel Zoo

Un suo modello del 1981, una blusa con intarsi in pelle, oro e argento, è conservato al Metropolitan Museum di New York. È esposta, invece, nella Casa Museo di Giacomo Balla a Roma la borsetta disegnata da Balla e realizzata dalla Emanuel Zoo (il marchio di moda da lui fondato) ed è sempre firmata Emanuel Zoo la ricostruzione del costume di scena per il balletto “Cocktail” (1927) opera futurista firmata da Enrico Prampolini presentata alla mostra del 1992 a lui dedicata. Da questo stilista sperimentale, collezionista, produttore d’arte, il Futurismo, declinato nella moda e portato nei musei, ha tratto nuova linfa.

Avrebbe compiuto 80 anni il 9 maggio prossimo Massimo Carpi (Roma 1946 – Roma 2025), il più grande collezionista italiano di opere legate al movimento artistico d’avanguardia nato con il manifesto di Filippo Tommaso Marinetti. A un anno dalla sua scomparsa rimane l’eredità di questo visionario fondatore della Futurism & Co Art Gallery di Roma, che seppe creare una sintesi tra moda, pittura, arredo, architettura.

Dalla moda era partito Carpi quando, nel ’73, insieme con Maria Teresa Doldo, mosse i primi passi proponendo maglioni e jeans alla boutique Fair Lady di Piazza Bologna 1. Di lì l’apertura di un suo negozio, Cipria, e nel ’74 la creazione del marchio Emanuel Zoo che, con alcuni pezzi iconici, come la gonna a ruota di popeline con bustino attillato dell’’87 e le creazioni futuriste degli anni ’80 e ’90, spopolò da Milano, a Parigi, da Firenze a Roma, giungendo fino a Tokyo e Hong Kong. E con la moda esplose in lui l’amore per l’arte – il suo primo quadro fu un Mirò senza titolo pagato 60 milioni, quanto il valore della casa che aveva appena acquistato, così raccontava -. In particolare a conquistarlo fu il Futurismo. «Il mio interesse per il Futurismo – diceva - è nato dal fatto che da giovane sono sempre stato un creativo».

Collezionista egli stesso, su consiglio dello storico dell’arte Enrico Crispolti puntò su nomi come Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Severini, Depero, Prampolini. Nel 2001, poi, creò l’associazione Futur-ism, cui oggi aderiscono circa 200 associati, e l’omonimo sito web, un data base che mette a disposizione di musei e curatori oltre 1500 opere certificate e catalogate di artisti celebri e poco conosciuti dell’Avanguardia fondata da Marinetti. La moda, alla fine, lasciò spazio all’arte.

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