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Le Olimpiadi

Il Piemonte prova a strappare il “Sì” Summit sulle Alpi per i Giochi 2030

Ieri l’incontro per “sponsorizzare” la candidatura dell’Oval. Oggi il ministro Tajani alle Ogr

Il governatore Alberto Cirio con Fabrice Pannekoucke, presidente Regione Auvergne-Rhône-Alpes

L’occasione sfumata dei Giochi invernali 2026. La futura, potenziale, di quelli Estivi 2036 (o 2040), insieme a Liguria e Lombardia. Ma il presente potrebbe essere una “fetta” dei Giochi invernali 2030. Il Piemonte non molla il sogno a cinque cerchi.

È ancora tutto da vedere. Ma l’ipotesi di veder volteggiare gli atleti olimpici della ventiseiesima edizione dei Giochi Invernali delle Alpi francesi nel palazzo dell’Oval di Torino, si fa sempre più palpabile.

Lo conferma l’ottimismo del presidente della Regione Alberto Cirio, che ieri a Tignes, nelle Alpi francesi “gemelle” del Piemonte, ha incontrato Fabrice Pannekoucke e Renaud Muselier, i presidenti delle due regioni delle Alpi francesi (Auvergne-Rhône-Alpes e Costa Azzurra) che ospiteranno i Giochi del 2030, insieme ad Edgar Grospiron, presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali Alpi francesi.

L’occasione dell’incontro è portare avanti la candidatura di Torino e del Piemonte per ospitare le gare del pattinaggio di velocità delle Olimpiadi invernali delle Alpi francesi del 2030.

«Abbiamo impianti, competenze e siamo pronti ad affrontare questa sfida insieme agli amici francesi per riportare nel 2030 a Torino e in Piemonte lo spirito delle Olimpiadi invernali», afferma fiducioso Cirio. «Questo ci darebbe grande promozione e visibilità e ci permetterebbe di accedere a importanti risorse da parte dell’Europa», aggiunge il governatore.

Un lavoro condotto “a braccetto” con il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che a marzo si era recato al Coni per confrontarsi sul dossier presentato e che starebbe lavorando con i tecnici del Comitato per integrare la documentazione richiesta a valle del sopralluogo all’Oval, di circa due settimane fa, «per riuscire a chiudere il dossier e provare a giocarci la nostra carta», aveva affermato Lo Russo in un’intervista radiofonica lo scorso 21 aprile.

In lizza c’è Heerenveen (in Olanda): una candidatura forte sia per l’importanza del pattinaggio di velocità nel Paese, che per la presenza di un impianto ben più abituato ad ospitare quel tipo di gare. Mentre “l’ultima volta” del palazzetto dello Sport del Lingotto, era stata il 2006. Ma il Piemonte, dalla sua, avrebbe il vantaggio di una maggiore prossimità geografica, nonché una migliore accessibilità. «A differenza dell’Olanda, ad esempio, siamo collegati alle Alpi francesi, quindi nell’ottica delle Olimpiadi sostenibili e accessibili, Torino è la città giusta. Abbiamo l’aeroporto e l’autostrada che collegano con i valichi con la Francia, senza dimenticare il legame storico che abbiamo con Nizza, che sarà la sede del pattinaggio di figura», aveva aggiunto il primo cittadino.

E sembrerebbero le stesse motivazioni che avrebbero spinto anche il presidente Pannekoucke a “sponsorizzare” il sogno torinese. Si attendono ora, col fiato sospeso, i prossimi passi, che dovrebbero portare a una decisione il 10 giugno.

Oggi, invece, il governatore sarà impegnato in doppia veste, presidente regionale e vicesegretario di Forza Italia, per la visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Ogr. Occasione anche per definire i dossier congressuali di partito, compito affidato a Cirio da Marina Berlusconi.

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