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Il Borghese
29 Aprile 2026 - 05:50
Dodicimila posti di lavoro persi in un anno in provincia di Torino. Dove, adesso, nei conti economici la manifattura, quindi l’industria, pesa solo per il 20,7%. Il 70,5% del valore aggiunto adesso sta nei servizi. Dove, però - se il lavoro nell’industria è reso incerto da cassa integrazione e crisi generalizzata - regna la precarietà o comunque l’atipicità.
Questo dicono i dati dei sindacati nella tradizionale presentazione del 1° Maggio, analizzando i segnali di quella che non è solo una crisi ma trasformazione. Torino da città industriale a città dei servizi? Sì, un tema di cui si parla spesso, ma se si guarda al mondo reale ci si accorge che ancora tutto o quasi è ancorato alla produzione industriale. E a Torino significa Fiat, ossia Stellantis. La riduzione della forza lavoro passa dalla crisi dell’automotive e dell’indotto più ancora che della capofila. E il futuro, legato a Mirafiori, sarà questo: produzione sì, assunzioni anche (forse), ma con numeri ridotti rispetto a una ipotetica età dell’oro. Confidando che invece l’aerospace possa svilupparsi come da (qualche volta ottimistiche) previsioni. La realtà? Oggi per fare un lavoro serve il 30% in meno di addetti di un tempo. E non solo nell’automotive.
Poi, però, nel cosiddetto valore aggiunto e nella sua generazione, bisogna considerare tanti fattori: Torino non è diventata improvvisamente (solo) una città turistica, né i torinesi sono diventati tutti ristoratori o camerieri. Ci sono settori che afferiscono alle nuove tecnologie, al mondo fintech e a quella intelligenza artificiale più temuta che studiata realmente.
Torino ha conosciuto un boom di startup, ma quante di queste - pur in presenza di importanti round di finanziamenti - hanno trasformato i progetti in struttura, quante hanno generato realmente occupazione stabile (ammesso che alla GenZ la stabilità importi)?
Quanto il sistema formativo italiano è studiato per le esigenze di questi nuovi settori?
Sono interrogativi da porsi. Il resto, poi, lo fa la programmazione sul territorio, che investe la politica: qui, però, di solito si incaglia tutto.
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