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Curiosità

Capodanno, il rito dell’uva per trovare un fidanzato: quando e perché si fa

Dalla Spagna ai social, la tradizione delle “uvas de la suerte” diventa un rituale romantico

Capodanno, il rito dell’uva per trovare un fidanzato: quando e perché si fa

Mangiare l’uva a Capodanno non è solo una tradizione legata alla buona sorte, ma negli anni si è trasformata anche in un rito simbolico legato all’amore. Per capire quando e perché si mangiano i dodici acini bisogna tornare al 1909, in Spagna, quando i viticoltori di Alicante promossero il consumo dell’uva a mezzanotte per celebrare l’arrivo del nuovo anno. Alla base dell’iniziativa ci sarebbe stato un raccolto particolarmente abbondante e la necessità di incentivare le vendite.

Il rituale delle “uvas de la suerte”, un acino per ogni rintocco della mezzanotte, si è rapidamente diffuso in tutta la Spagna e poi nei Paesi di cultura latina. La tradizione ha assunto nuovi significati soprattutto nel Secondo dopoguerra, quando è arrivata nelle ex colonie spagnole dell’America Latina, intrecciandosi con credenze locali legate alla fertilità, alla fortuna e alla ricerca dell’anima gemella.

In Paesi come Messico, Cile e Venezuela, il Capodanno è infatti ricco di simbolismi: dal colore dell’abbigliamento intimo alle pratiche beneauguranti per amore e prosperità. In questo contesto, l’uva ha iniziato a essere associata anche ai desideri sentimentali.

La versione più romantica del rito si afferma tra anni Ottanta e Novanta, grazie a riviste femminili e programmi televisivi sudamericani: mangiare i dodici acini sotto il tavolo, allo scoccare della mezzanotte, sarebbe di buon auspicio per trovare un fidanzato nel nuovo anno. Un gesto simbolico, che rappresenterebbe la chiusura dell’anno passato e l’inizio di uno nuovo con un desiderio da realizzare.

Negli ultimi anni, la tradizione è tornata alla ribalta grazie ai social. Su TikTok e Instagram, il trend è diventato virale con l’hashtag eating grapes under the table for love, soprattutto tra le ragazze under 30 in Italia e Sud America. In Spagna, intanto, resta viva la versione originale del rito, celebrata nelle piazze e davanti alle dirette televisive dalla Puerta del Sol di Madrid.

In ogni caso, la vera difficoltà resta una sola: mangiare tutti e dodici gli acini prima dell’ultimo rintocco. Oggi il rito è vissuto soprattutto con ironia, ma conserva un significato simbolico: un gesto semplice, fatto per gioco, che unisce tradizione, speranza e desiderio di buon auspicio per l’anno che inizia.

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