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Il restauro
06 Gennaio 2026 - 18:15
Il cuore monumentale di Novara celebra il recupero di una delle sue componenti più preziose: si è concluso infatti l'importante restauro della pavimentazione in commesso marmoreo e mosaico lapideo situata esattamente al di sotto della maestosa cupola della Basilica di San Gaudenzio. Si tratta di un intervento di estrema rilevanza, poiché ha interessato un manufatto che rappresenta non solo un elemento decorativo di eccezionale pregio, ma una parte integrante dell'identità storica della Basilica stessa.
L'opera di ripristino è stata affidata agli specialisti del Consorzio Arkè, operanti sotto la rigorosa direzione tecnica della restauratrice Maria Chiara Ceriotti. L'intervento ha permesso di risolvere diverse criticità conservative, riportando il mosaico a una condizione di piena leggibilità visiva e, soprattutto, di stabilità strutturale. Il processo ha seguito diverse fasi cruciali: la ripulitura per rimuovere depositi superficiali e patine che offuscavano i colori naturali delle pietre, il consolidamento per fissare le tessere instabili e rinforzare la malta di allettamento e l'integrazione, un lavoro minuzioso per colmare eventuali lacune nel rispetto assoluto delle geometrie e dei materiali originali, garantendo che l'armonia cromatica del disegno tornasse a splendere senza tuttavia alterare l'autenticità storica del pezzo.
Non tutti sanno che questo pavimento vanta una firma illustre: fu infatti realizzato tra il 1838 e il 1839 su disegno di Pelagio Palagi, uno dei maggiori esponenti del Neoclassicismo italiano. Cronologicamente, l'opera precede di pochissimo l'inizio del cantiere della cupola di Alessandro Antonelli; ne costituisce quindi un fondamentale pendant storico-artistico, un ideale prologo orizzontale alla vertiginosa ascesa verticale della cupola antonelliana.
Per evitare che l'usura e l'intenso calpestio possano vanificare il lavoro svolto, la Fondazione Fabbrica Lapidea di San Gaudenzio, presieduta da Matteo Caporusso, ha definito un protocollo di tutela innovativo. In occasione di concerti o eventi culturali compatibili con la sacralità del luogo, il mosaico sarà protetto da una speciale schermatura urtoassorbente. Si tratta di un sistema composto da moduli assemblabili, simili a un puzzle, progettati per dissipare carichi meccanici, vibrazioni e sollecitazioni improvvise. Questa soluzione tecnologica mira a un equilibrio delicato: permettere alla cittadinanza di godere della Basilica come spazio di cultura senza mettere a repentaglio la fragilità del restauro appena concluso.
Il restauro è il frutto di una proficua sinergia tra enti locali e regionali. Il finanziamento è giunto dalla Regione Piemonte, grazie al deciso impulso dell'assessora alla Cultura Marina Chiarelli. Un ruolo di primo piano è stato svolto anche dal Comune di Novara e dal suo Ufficio Cultura, che hanno operato in costante sintonia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il cui supporto tecnico-scientifico è stato fondamentale per la validazione delle scelte metodologiche. Infine, l'intervento non avrebbe avuto luogo senza la collaborazione della parrocchia di San Gaudenzio: il parroco, monsignor Renzo Cozzi, ha curato il dialogo tra le esigenze del cantiere e la quotidiana funzione liturgica della Basilica, garantendo che la tutela del bene culturale procedesse di pari passo con la vita spirituale della comunità novarese.
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